da il Manifesto
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giovedì 2 febbraio 2012
lunedì 30 gennaio 2012
Lo chiamavano Cesare. La fantasia al potere.
M. Biani su Liberazione
Strategia della pensione
20 luglio 2010 22:28
Fra qualche anno in molte città
ci saranno delle targhe con su scritto
“Qui Marcello Dell’Utri
non si incontrò con nessuno”
da Spinoza.it
Non ci fermeremo mai
"Non ci fermeremo mai".
Con questo grido i lavoratori dell'Alcoa di Portovesme hanno sfilato, a tratti di corsa, per le vie di Cagliari assieme al corteo di oltre 40.000 persone in occasione dello sciopero generale della Sardegna.
Con 24 ore di sciopero proclamato unitariamente da Cgil, Cisl e Uil e un corteo nel capoluogo sardo lavoratori, precari, pensionati e studenti sardi sono scesi in piazza per richiamare l'attenzione sulle difficili condizioni economiche della regione. Presenti i dipendenti delle maggiori aziende, dalla Vinyls di Porto Torres alla Rockwool di Iglesias. In prima fila gli operai dell'Alcoa di Portovesme, lunedì a Palazzo Chigi il tavolo decisivo sul futuro degli impianti italiani.
Sardegna, 50mila per lo sciopero generale. In prima fila Alcoa
Protezione civile?
12 febbraio 2010 19:37
INVIDIA
18 febbraio 2010 23:26
http://www.unavignettadipv.it/public/blog/upload/Invidia%20Low.jpg
DAL BLOG DI PV
Un graffio, un'idea, disegni e parole sul Mal du Vivre
Elettores..
21 marzo 2009 13:22
A bois istimados Elettores,
pagos faeddos narrer bos cheria,
si permittides mannos e minores
e compatides sa franchesa mia ,
in custas oras tristas e dolores
chi semus in forzada carestia;
mentre s'isula Sarda pretziosa,
pitticca, si, ma ricca est dogni cosa.
Proffitto de sa bona occasione,
chi est in mottu sa Sardigna totta
pro tenner parte a sa votazione.
E so tzertu accanida chi est sa lotta;
massimu da sas ch'an s'ambizione
de no abbandonare sa pagnotta;
cussos deven lottare a dogni costu
can sun timende de perdere su postu.
A los bidides tottu affacendados
che animas chi gemen in sas penas!
No an sussegu sun dilliriados
paren canes iscapados dae cadenas,
sos oziosos e isfainados
chi cheren viver da' palas anzenas!
e po' non triballare Bettuleris,
si cheren 'intrare a .. cunsizeris.
Oe tottu si cheren in cunsizu ,
mancu ch siat un'eredidade,
chi da ' su babbu passat a su fizu
a dirigere sa comunidade .
Elettores jughide s'oju abbizu;
issa zente fuide, e odiade;
cant'alen, chie sun, già azis connottu
ca, bastante su coro bos an cottu!!!!
........
""Pitanu Morette : 1868 - 1932 /
"" Per i non Sardi .. aspettiamo la gentile traduzione dell'amica del blog , Nheit
STOP SEXUAL TOURISM
L’Italia è al primo posto, tra i Paesi europei, nel praticare quella ignobile attività chiamata «turismo sessuale» a discapito soprattutto di bambine (e bambini).
Sono circa 80mila ogni anno i maschi italiani che si recano all'estero per soddisfare i loro bassi istinti.
Aderisco all'appello di Saamaya per dire NO ai viaggi della vergogna che coinvolgono circa tre milioni di minori nel mondo!
«Tacere sul turismo sessuale è connivenza»
22
I have a dream
discorso pronunciato da Martin Luther King
Washington, 28 agosto 1963
"Cerchiamo di non soddisfare la nostra sete di libertà
bevendo alla coppa dell’odio e del risentimento.
Io ho davanti a me un sogno,
che un giorno sulle rosse colline della Georgia
i figli di coloro che un tempo furono schiavi
e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi,
sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.
Io ho davanti a me un sogno,
che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione
nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle,
ma per le qualità del loro carattere.
Ho davanti a me un sogno, oggi!
Martin Luther King
E perciò, amici miei,
vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani,
io ho sempre davanti a me un sogno.
E’ un sogno profondamente radicato nel sogno americano,
che un giorno questa nazione si leverà in piedi
e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni:
noi riteniamo ovvia questa verità,
che tutti gli uomini sono creati uguali."
#
NOI, ITALIANI NEL MONDO, E UNA LETTERA SGRADITA
Egregio Augias, siamo un gruppo di italiani residenti a Londra da più di vent'anni.
Abbiamo nazionalità e diritto di voto. Abbiamo ricevuto la lettera che Silvio Berlusconi spedisce agli "italiani nel mondo"
Ci chiama "amici" ma noi non lo consideriamo tale: ci da "un grosso abbraccio" che non accettiamo.
Afferma cose false. Per esempio : "per cinque anni, fino al maggio 2006, l'Italia aveva riconquistato un ruolo di preminenza in Europa e nel mondo".
La dichiarazione è condraddetta da The Independent, The Guardian, The Times, The Financial Times, The Economist, La Bbc, mezzi di comunicazione non proprio comunisti.
Berlusconi era stato fortemente criticato in più di un'occasione ; questi media si erano perfino chiesti se un tale personaggio fosse adatto a guidare l'Italia.
Al contrario, il governo Prodi è stato lodato per i suoi risultati in campo economico e finanziario.
" La sinistra da sempre minoritaria tra gli italiani nel mondo" è un'altra affermazione smentita . Due anni fa furoni i voti degli italiani all'estero a determinare la seppur marginale maggioranza del centro-sinistra al Senato.
Siamo anche indignati dall'abuso di parole come "libertà, liberali, moderati" concetti su cui sono fondati la Costituzione e la Repubblica.
Anna Zinchiri, Giorgio Marongiu, Maria Fabro. Massimo Gabricci , Giovanni De Salvatore,
Andrea Piras, Alberto Deidda, Maria Pia Roma. a-zinchiri@hotmail.com
da Repubblica Su Commenti di Corrado Augias
#
J. Morrison
17 aprile 2008 20:40
Non prendere la vita tanto sul serio,
tanto non ne uscirai vivo .
Santo subito!
Jim Morrison .. Aveva previsto l'era Berlusconiana ?!
Giusto per sorridere.. amaro!!
23 aprile 2008 23:35
La vignetta di Michele Cavaliere:
Scelte impopolari.
Michele cavaliere vignetta
Il governo contro la popolazione italiana. ...
Canzoni ribelli "1968"
28 aprile 2008 12:41
a colonna sonora del Sessantotto: strofe incendiarie e tributi commossi.
Nuovi libri, cd e un dvd (E' finito il Sessantotto?) in uscita il 23 maggio
Contessa
Che roba contessa,
all'industria di Aldo
han fatto uno sciopero
quei quattro ignoranti;
aumentati,gridavano, pensi,
di essere sfruttati (...)
Compagni dai campi
e dalle officine prendete
la falce, portate il martello,
scendete giù in piazza,
picchiate con quello (...)
di Paolo Pietrangeli
Ascolta e guarda qua...
La colonna sonora del sessantotto è una chitarra che accompagna strofe incendiarie oppure tributi
commossi al "comandante Che Guevara ".
BUONGIORNO
30 aprile 2008 12:31
"Difendere
l'allegria come
una trincea / difenderla dallo
scandalo e dalla
routine / dalla miseria e dai
miserabili / dalle assenze
transitorie e da quelle
definitive"
( Mario Benedetti )
Difendersi è
neccessario: la spenta
tristezza, l'opaco disfattismo,
sono contagiosi. Ci vuole
pazienza, ci vuole tenacia,
per coltivare nella vita la
leggerezza e l'allegria.
IL RICEVIMENTO
L' esordio è fondamentale, per un politico.
Miterrand, per esempio, appena eletto andò sulla tomba di Napoleone.
Secondo un dispaccio d' agenzia , invece, il nuovo presidente del Senato
Renato Schifani subito dopo la sua elezione "è stato ricevuto dal premier in pectore Silvio Berlusconi"
La notizia sarà certamente infondata.perchè, come tutti sanno, il presidente del Senato
viene "ricevuto" solo da Napolitano. Tutti gli altri , li riceve lui che è la seconda carica dello stato.
compreso il "Premier in pectore", che a rigor di costituzione è - fino a questo momento -
solo un deputato.
Tutto questo Schifani lo sa bene, e non commetterebbe mai la grossolana gaffe istituzionale di farsi "ricevere" da un semplice onorevole .
Dev'essere dunque un comunicato falso, diffuso ad arte con subdola malizia per farlo apparire
come uno zelante yesman del Cavaliere, un miracolato che si precipita a prendere ordini dal capo.
Figuriamoci. Come se non conoscessimo Schifani.
da "Bonsai" di Sebastiano Messina.
21
Corrispondenza da Londra
12 marzo 2008 18:30
Where are you ?
How are you?
"Sabato sono andata con M. al Borough Market, un mercato ricavato a nord di Londra nei locali (un pochino lerci a dire il vero) sotto la ferrovia.
Ma è bello da vedersi, è un mercato di frutta , verdura, fiori e altre specialità come formaggi (anche sardi) salumi, dolci fatti a mano, marmellate, "roba di cioccolato da incantare" .
Torte e tortine, da quelle inglesi a quelle francesi e indiane. Noi ci siamo fatte tentare dai Chelsea Bans è un impasto a strisce lunghe con chissà quanti chili di burro e tante spezie, che viene arrotolato attorno a uvetta e gelsi neri e i cubi cosi ottenuti vengono messi uno accanto all'altro e cotti al forno.
Per smaltire un pezzo di questi peccati poi siamo andate lungo il Tamigi, abbiamo camminato per due ore buone .. fino allo stremo. ma vi si deve uno dei panorami più belli di Londra, Dhe Globe, il teatro di
Shakespeare, ricostruito fedelmente all'interno del quale fu girato il film " Shakespeare in Love" la Tate Gallery, e poi i battelli, la cattedrale di Saint Paul fino ad arrivare al grande ponte di Waterloo , il vecchio Parlamento e il Big Ben ..
Tutto questo per un Chelsea Ban !!!!
Cara amica sono in fase di rientro.. alla mia routine
Sudafrica, emergenza stupri
17 marzo 2008 17:57
Denunciati 50 mila l'anno ma si ritiene siano anche un milione. Boom di violenze sulle lesbiche: «Per guarirle»
CITTA' DEL CAPO - Nell’intervallo tra le lezioni, i bambini e le bambine sudafricani di 7 anni non giocano solo a nascondino o al fazzoletto. Giocano spesso a «stuprami, stuprami», fingendosi autori o vittime di abusi sessuali. È una reazione a violenze subite spesso proprio a scuola. Lo denuncia un rapporto della Commissione per i diritti umani sudafricana. «Questo gioco dimostra il livello raggiunto nella brutalizzazione dei bambini e come sia diventata endemica la violenza sessuale in Sudafrica», afferma la Commissione.
NUMERI CHOC - Circa 50.000 stupri vengono denunciati ogni anno nel Paese, che ha uno dei più alti tassi di criminalità al mondo. Secondo gli attivisti, dal momento che moltissime ragazze non denunciano gli abusi subiti, è possibile che le vittime siano un milione ogni anno. Il rapporto sostiene che le scuole sono il principale luogo in cui avvengono crimini e violenze fisiche e psicologiche contro i bambini, e un quinto delle violenze sessuali sulle giovani. A volte i colpevoli sono i compagni, in altri casi gli insegnanti. Un sondaggio su 1.227 studentesse, vittime di violenze sessuali, ha mostrato che nel 9% dei casi erano stati gli insegnanti ad attaccarle. E le amministrazioni scolastiche non sempre rispondono prontamente a questi crimini. In attesa di misure discipinari, per esempio, una giovane vittima di abusi è rimasta nella stessa classe dell’insegnante da lei accusato, denuncia il rapporto. ----> Continua su http://www.corriere.it/esteri/08_marzo_14/bambine_sudafrica_6d198d06-f1d4-11dc-869a-0003ba99c667.shtml
Rialzati anche tu
17 marzo 2008 18:08
Ogni volta che vedo lo slogan "Rialzati Italia",
dico tra me e me :
Inginocchiati, ingordo:
quest' Italia ti ha permesso di bloccare le azioni giudiziarie contro di te,
di arricchirti, di legiferare pro domo tua...
Contentati e godi.
Lascia il campo.
BLITZ di Patrizia Valduga
20
CANAL GRANDE
06 febbraio 2008 12:39
POVERO CETTO LAQUALUNQUE, BATTUTO DALLA POLITICA
"Hanno vinto loro".
Cetto Laqualunque si toglie la parrucca e, sotto, Antonio Albanese inizia a piangere sommessamente,
imprecando contro la realtà che supera ogni fantasia, contro una rincorsa impossibile
al peggio degli altri, i politici ufficiali, legalizzati, esaltati nella nella loro guittaggine dalle scene-clou
del Senato, la scorsa settimana.
E' un numero d'attore strepitoso quello di Albanese, in chiusura della sua
gag settimanale da Fabio Fazio: forse prevedibile, ma perfetto nell'esecuzione.
Cetto Laqualunque lascia per mancanza di stimoli e impossibilità a competere.
La caricatura di Cetto - Albanese , il politico del sud legato a quelle tre, quattro cose
(una in particolare) che rendono sopportabile l' esistenza vista come luogo di esclusivo godimento,
accusa di colpo.
Volendo, era una maschera più umana e sociale che politica, ma poi la politica presenta il conto,
sono quei tipi improponibili che festeggiano a champagne e mangiano mortadella e berciano
a impadronirsi di Cetto e a specchiarsi.
Cetto a quel punto prova a smarcarsi seguendo la trafila della commedia dell' arte .
E li, in quei cinque minuti di gag, c'é la TV che per una volta fa del bene alla politica
medesima ed evita, come invece é prassi, di esaltarne il peggio, rallentarla, modificarla in corsa
conferendole le note parvenze mostruose.
Antonio Dipollina da La Repubblica
" In queste condizioni la verità è che ci si salva e si va avanti
se si agisce insieme e non solo uno per uno."
Enrico Berlinguer
#
"Pensieri"
06 febbraio 2008 12:52
"Vorrei nella mia casa :
una donna ragionevole,
un gatto tra i libri,
amici in ogni stagione senza i quali non vivo."
Guillaime Apollinaire
BLITZ
Riecco i famuli riottosi rappattumarsi intorno al padroncino
nel nome dell'ambizione personale e dell'interesse personale.
Con chi è amareggiato e, nonostante tutto, crede ancora
di più all'impegno civile, sento una intrepida vicinanza di cuore.
Patrizia Valduga su La Repubblica
ENZO BIAGI
Corrispondenza da Londra
29 ottobre 2007 22:03
la mia ( vostra) amica "Annina " mi (ci) scrive
E' la prima volta che vedo un autunno così.
Dalle nostre parti non c'è molto verde, quindi l'autunno è solo grigio e pioggia.
Qui che di verde ce n'è tanto, veramente si assiste allo spettacolo di una stagione bella come le altre.
I viali sono tutti alberati e le foglie dal verde , stanno sfumando ai vari toni del giallo oro fino a cadere e formare dei vari tappeti. L'amministrazione provvede inutilmente a rimuoverle, ma un soffio di vento ed ecco un nuovo tappeto.
http://www.infis.univ.trieste.it/~barbarat/luoghi/lon/Inverary.jpg E in questi, da un pò di tempo in qua circola una signora tutta occhiali avida di immagini. Le case Vittoriane bianche sono eleganti e maestose, ma altrettanto belli sono i cottages, con le loro porticine dai colori più vivaci e i giardinetti di fiori e piante che distraggono dal grigio cielo.
La passeggiata lungo il fiume poi, ora che c'è anche un pò di nebbia è, la cosa più bella.
Le panchine sono state tutte donate dalle persone del luogo in ricordo dei loro cari, leggendo le dediche che ricordano belle passeggiate, gite, brindisi e tanto amore, sembra di sfogliare l'Antologia di Spoon River di Edgard Lee Mastens. Non so se l'hai letto: Io lo trovai bellissimo.
Cara, ma non è solo poesia, durante il giorno sfacendo come una vera cameriera, stendo, stiro, cucino, poi passo alle piante..
Quindi mi cambio e vado al concerto (domenica)
P.S. Dopo tre mesi di Inghilterra, ho imparato tanti vocaboli nuovi per cui parlo come gli italiani d'America .. italiano, con vocaboli inglesi e accento Barese !!!!
"Cara Annina"
Grazie delle immagini poetiche che invii da Londra che è, ormai diventata
la tua terra di adozione, dopo anni di frequentazione.
Ne cogli, aspetti carinissimi e buffi , simpatici e veri , trovo delle analogie nella pianura lombarda, la nebbia che oltre a creare inconvenienti nella viabilità, è anche avvolgente e protettiva. I viali alberati con tappeti di foglie colorate dal verde, giallo, al rosso... ma attenta perchè fanno anche scivolare...
Torna da noi in Italia !!
La scomparsa di Enzo Biagi
10 novembre 2007 14:11
Quel re di giornali e televisione più forte dell'oltraggio del potere
Enzo Biagi
La sua arte era la semplicità.
Domande scritte su foglietti: il suo giornalismo era ricerca, mai declamazione.
Nemico dei lottizzati, autonomo dai politici.
Nel 1961, e non fu un caso, resistette pochi mesi alla guida del telegiornale.
(Gad Lerner)
L'editto bulgaro
L'uso che Biagi, Santoro e Luttazzi hanno fatto della tv pubblica, pagata con i soldi di tutti, é un uso criminoso.
Credo che sia un preciso dovere della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga!
18 aprile 2002 - Silvio Berlusconi, allora premier, durante una visita a Sofia -
Enzo Biagi, un grande giornalista, quando parlava lo capivano tutti
Quando non poteva parlare tutti capivano lo stesso !!
ELLEKAPPA ___________
Enzo Biagi,
ci mancherai,
ma ...
Grazie !!
17
"Belvì"
13 maggio 2007 18:11
In su tempus de sa "Signoria" (1)
de sa barbagia fisti capitale.
Centru attivu de diplomazia,
guida contro sa lotta tribale.
Tzente laboriosa e geniale
fiera de sa patria natia.
In tempus de cerassia froria
sese una bellesa naturale
apprezzas e difendes sa natura,
matas de fruttu in onzi caminu,
foltas campagnas ti faghen figura
Dae sas bignas faghes bonu binu,
cun sa ninciola e castagna madura
battis tottus sas bidas de vicinu.
(1) Siamo negli anni 1275 - 1296 - quando i Pisani divisero la Sardegna in quattro Giudicati
dopo averla tolta ai Saraceni
" Agostino Calledda" Aritzo
2 Giugno
02 giugno 2007 12:41
La Festa della Repubblica è la festa nazionale italiana celebrata ogni 2 giugno.
In questa data si ricorda il referendum istituzionale indetto a suffragio universale il 2 e il 3 giugno 1946 con il quale gli italiani venivano chiamati alle urne per esprimersi su quale forma di governo, monarchia o repubblica, dare al Paese, in seguito alla caduta del fascismo.
Festa della Repubblica
Dopo 85 anni di regno, con 12.717.923 voti contro 10.719.284 l'Italia diventava repubblica e i monarchi di casa Savoia venivano esiliati.
Il 2 giugno è l'unica festa nazionale d'Italia.
A differenza del 25 aprile (Festa della liberazione) e 1° maggio (Festa dei lavoratori), il 2 giugno celebra la nascita della nazione,
in maniera simile al 14 luglio francese (anniversario della Presa della Bastiglia)
e al 4 luglio statunitense (giorno in cui nel 1776 venne firmata la dichiarazione d'indipendenza).
In tutto il mondo le ambasciate italiane tengono un festeggiamento cui sono invitati i Capi di Stato del Paese ospitante.
Da tutto il mondo arrivano al nostro Presidente della Repubblica gli auguri degli altri capi di Stato.
Speciali cerimonie ufficiali si tengono in Italia.
Prima della fondazione della Repubblica, la festa nazionale italiana era la prima domenica di giugno, anniversario della concessione dello Statuto Albertino.
Giú le mani dai bambini!!!
10 giugno 2007 16:21
Il 23 giugno si celebrerà il “BoyLove Day”, la giornata dei pedofili.
Un’iniziativa internazionale promossa da un reticolo di associazioni che dialogano attraverso numerosi siti internet
con il dichiarato scopo di diffondere la “cultura della pedofilia”
e solidarizzare con i violentatori di bambini in carcere.
Siti nei quali, oltre agli appelli per accendere una “candela azzurra” il prossimo 23 giugno,
compaiono foto di minori semi-nudi
e si lanciano inviti al sesso libero tra adulti e adolescenti.
Di fronte ad un tale scempio, ci appelliamo all’Unione Europea, all’Unicef e, più in generale, a tutte le istituzioni
affinché il “BoyLove Day” non si celebri
e affinché vengano oscurati tutti i siti Internet dove si sta propagandando questa iniziativa.
Occorre reagire con forza e sostenere questa battaglia di civiltà per la tutela dei nostri figli e dei bambini di tutto il mondo dall’orrore degli abusi e delle violenze.
Piú si´é e piú questa battaglia sará efficace.
Per farlo basta inviare un sms al numero 3356930865
o una mail all´indirizzo italia@epolis.sm specificando semplicemente il vostro nome e cognome.
stop pedofilia
Copio e sottoscrivo, dal blog dell'amico Bardaneri:
Procu chi no ses atru,
cala is manus de is pipieddus!
Porcu chi ateru no ses,
achirra sas manos dae sos pitzinnos!
Giú le mani dai bambini!
Chiediamo l'aiuto di tutti:
Firmate l'appello per oscurarli.
Cancelliamo dalla rete i siti o i blog che promuovono l'iniziativa dell'"orgoglio pedofilo".
Giú le mani dai bambini.
Ora e subito.
stop pedofilia
Leggete e divulgate.
"Alla Maddalena il G8 del 2009"
15 giugno 2007 21:34
"La Maddalena" terra natia tanto amata dalla nostra" ALPHAMU"
alla quale dedico la notizia
"Abbiamo onorato un debito con l'isola"
Soru
Il sindaco Diessino Angelo Comiti
"Strabiliante! Pensavamo che aver ottenuto la partenza del giro d'Italia, fosse già eccezionale.
Ci saranno possibilità e prospettive interessanti!"
"In Sardegna non si era mai tenuto, i leader si troveranno bene
e, l'arcipelago è uno dei posti più belli del mondo"
Prodi
Lo smantellamento della base USA e il recente accordo per liberalizzare le servitù militari italiane vanno inquadrate proprio nel progetto di riconversione.
Piano al quale sono interessati gruppi internazionali, e tra quelli, sollecitato dallo stesso presidente della Regione , quello dell'Aga Khan .
Il G8 rappresenta un test impegnativo soprattutto per l'organizzazione, ma anche un biglietto da visita
per rilanciare l'immagine della "perla del Mediterraneo" cara ad Antonioni e a Gian Maria Volontè (che qui volle essere sepolto)
- Da La Repubblica -
15
Diario da Kabul: tutti uniti per pranzo
19 marzo 2007 22:03
di Alberto Cairo
"Stamani gli impiegati arrivano vestiti a festa.
Abituato a vederli in camice o tuta, stento a riconoscerli.
Ogni anno, più o meno, in questo periodo la Croce Rossa Internazionale organizza per loro un pranzo.
Sono oltre 500 nella sola Kabul. La metà lavora al centro protesi e riabilitazione. Tutti disabili.
Le ragazze, truccate con cura e tanti colori, sfoggiano gioielli in quantità.
Si fanno grandi complimenti. Degli uomini, molti sono in giacca e cravatta, l'aria compiaciuta.
Munir e Najib battono tutti con i capelli tinti nero pece e il tonic, la permanente.
Si muovono in coppia, vestiti uguali, giubbotto e jeans attillati che rivelano le protesi. Quasi non zoppicano.
A chi li fissa sorpreso, chiedono innocenti:
"Si, che c'è?"
Piccoli profughi Un ragazzino afghano porta sulle spalle il fratellino minore
- Karabah - Afghanistan
Alle dodici in punto, dopo una ripassata allo specchio, tutti pronti. Si va al Marco Polo, ristorante per sposalizi.
Ce n'è un'infinità, per ogni tasca, "Occorre prenotare con largo anticipo" spiega Wakil.
Alle sue nozze, 2 mesi fa, aveva 700 invitanti.: "ho debiti per 5 anni" sospira...
I camerieri, all'ingresso, sembrano sorpresi non dal gran numero di disabili (a Kabul ce n'è ovunque ), ma dal trovarli tutti in ghingheri.
L'orchestra suona a un volume che stordisce.
Siedo accanto a WaKil, completo bianco e cravatta rosa in sintonia con l'arredamento e luci.
Parla, ma non lo sento.
Con rapidità, il pranzo è servito.
Anche i musicisti mangiano ed è pace.
Mi guardo intorno.
A destra le donne a sinistra gli uomini, rigorosamente separati.
E' gia tanto che non abbiano tirato le tende.
Conosco tutti, alcuni da quasi vent'anni.
Gli Afgani sono festaioli.
Anche negli anni più cupi , bastava loro un giorno senza spari per convincerli a fare baldoria.
Arrivavano tirati a lucido, magari con barbe lunghe una spanna, turbanti o burka, un orecchio alle bombe, ma non perdevano occasione..
Ora, intenti a pranzo, sembrano una grande famiglia armoniosa.
Kabul
La realtà è diversa, etnie, religione, politica, lingua, interessi economici li dividono profondamente.
In Afganistan villaggi confinanti sembrano nazioni diverse.
Rivalità la regola.
Sospetto.
Ognuno pensa per sé.
Sopravvivere.
Lo stato è debole?
Famiglia e Clan diventano rifugio e difesa, gli unici.
Le fratture sono profonde .
...Come ricucirle?
........... L'orchestra riprende.
Scappo prima che qualcuno mi inviti a ballare...."
11
San Simplicio di Fausania
10 dicembre 2006 11:54
(Terranova - Pausania : toponimo alto-medioevale con il quale si designò la città romana di Olbia, fino al 1939)
Simplicio di Olbia è il primo vescovo di cui si abbia “certezza” storica in Sardegna ed è l'unico Vescovo sardo ornato della palma del martirio.
Sono meno documentate, invece le notizie sulla vita di questo santo.
* Cesare Baronio scrisse nel Martirologio romano, alla data del 15 maggio del 304 d.C:
“Fausinae, in Sardinia, sancti Simplici, Episcopi et Martyris;
qui, Diocletiani tempore, sub Barbaro praeside, perfossus lancea martyrum consummavit.”
(A Fausiana, in Sardegna, San Simplicio vescovo e martire; il quale al tempo di Diocleziano, sotto il preside Barbaro, trafitto da lancia consumò il martirio)
e la Passio, del XII secolo, redatta dai monaci Vittorini di Marsiglia, lo presenta come vescovo e martire sotto Diocleziano nel 304.
Gli studiosi, in realtà, ritengono storicamente validi solo alcuni elementi:
il fatto che Simplicio fosse un presbitero e che fu martirizzato nell'isola, forse sotto Diocleziano.
Il contesto storico in cui avvenne il martirio di Simplicio è quello degli anni finali del III secolo d.C., tristemente noto come "era dei martiri",
quando furono uccisi tutti i fedeli cristiani che non accettarono di abbandonare il loro credo per tornare alla religione ufficiale romana.
* Altre fonti, invece, lo riconoscono come un sacerdote ma non come vescovo:
“In Sardinia Simplicii presbiteri”.
Sulla sua esistenza storica non vi sono dubbi, dato che tutti i martirologi ne fanno cenno;
i dubbi sorgono sui suoi titoli, alcuni infatti lo ricordano come vescovo, altri come presbitero, e alcuni non accennano al martirio.
"Il preside della Provincia romana di Sardegna e Corsica, chiamato Barbaro per la sua empietà e ferocia contro i cristiani,
dopo aver fatto giustiziare San Saturno a Cagliari, giunse a Fausania,
dove venne a sapere dell'esistenza di un vescovo cristiano.
Nel corso del loro incontro, avuto il netto rifiuto di Simplicio di abbandonare la religione cristiana,
in un accesso d'ira lo avrebbe trafitto con una lancia provocandone, dopo tre giorni di agonia,
la morte il 15 maggio del 304 d.C.
Narra la tradizione che quando Barbaro,
messosi in viaggio alla volta della Corsica,
salì su una piccola imbarcazione per passare il mare,
un vento assai impetuoso lo avrebbe fatto annegare."
Non vi sono purtroppo altre notizie;
mentre il suo culto si affermò nella regione dell'antica città di Olbia e diocesi di Tempio Ampurias, di cui è il patrono.
Nel secolo XI gli venne eretta una chiesa romanica, che è attualmente il maggiore monumento cittadino, costruita interamente in conci di granito, di rudi forme, con facciata di tipo pisano (notevoli sono i capitelli romanici della seconda e dell'ultima colonna sinistra e della quarta colonna destra, ornati da motivi antropomorfi, il primo da teste di capra o muflone), con influssi lombardi.
Sotto l'altare è conservato il busto reliquiario in legno policromo raffigurante il santo titolare, ai cui piedi, in una teca, sono conservate le presunte reliquie del santo, rinvenute nel 1630.
Nel 1993 ad opera di Giovanni Paolo II, la chiesa di San Simplicio assunse il titolo di basilica minore.
Gli olbiesi, molto devoti del loro Santo, celebrano in Suo onore la sagra più festosa della Gallura, il 15 Maggio.
Il nome Simplicio è stato portato da un papa santo (468-483) e da altri undici santi martiri e non;
inoltre dal filosofo neoplatonico del V-VI secolo venuto ad Atene dalla Cilicia,
scrisse importanti commenti alle opere di Aristotele.<
IERRU
21 dicembre 2006 19:54
Carrigu de nieddas temporadas
Benit s'ierru, bezzu. tristu e canu,
E senz'ervas est tristu su pianu,
E sas forestas pàrene brugiadas.
Non puzzones c'allegren su manzanu
Cun sas milli pibias delicadas,
Su entu muinat intro sas foradas
E tristos colvos cantan a luntanu.
Gai est s'umanu istadu rie rie
Fuit s'amare, fuit su cunentu:
Passadt de zuventude cudda die.
Coment'una die ' e magiu senza entu.
Ma su dolore, simile a su nie
Falat continu frittu e lentu lentu.
INVERNO
Viene carico di temporali, viene l'inverno,
vecchio, triste e bianco, e le pianure si rattristano prive d'erba,
le foreste paiono bruciate.
Non ci sono gli uccelli a rallegrare il mattino con i mille cinguettii delicati,
il vento turbina fra i burroni,
mentre lontano cantano i tristi corvi.
Cosi è anche la condizione dell'uomo:
tra un sorriso e un altro l'amore se ne va e finisce ogni felicità;
passa quel giorno di giovinezza
come passa un giorno di maggio senza vento.
Ma il dolore, simile alla neve,
continua a cadere freddo e lento lento.
di Montanaru
FORZA PARIS
23 dicembre 2006 20:53
Care lettrici e lettori di questo blog,
per le prossime Feste vi lascio una poesia del 1930, dedicata al Natale
una "cantone 'e Nadale in logudoresu":
NASCHID'EST di Pietro Casu
1) Nàschid' est in sa capanna
poveritta de Betlè
in sa notte piùs manna
de su chelu s' altu Re.
Torrada:
"Glòria, glòria!" cantan in chelu
lùghidos ànghelos pro s'altu Re.
"Paghe e vittòria", s'as bonu zelu,
ànima pòvera, cantan pro te.
2) E in giru a sa domitta
de anghèlos si falàt
una truma beneitta,
chi 'olende s'allumàt. 5)
E tuccàn de s'oriente
cun s'istella sos tres Res;
l'adoràn devotamente:
"Bambineddu inoghe ses?".
3) E benian sos pastores
incantados, cre non cre,
e in cussos risplendores
appuntan lestros su pe.6)
E abertu su tesoro,
liberales li donàn
cun intzensu, mirra e oro,
e cuntentos sich'andàn.
4) E narat dognun' in coro:
"Bambineddu inoghe so.
Non ti 'atto prata e oro,
ma cust'ànima ti do."7)
E Zuseppe cun Maria
luminosos tottu in se
Li naràn in allegria:
"Fizu, tottu amus pro Te!"
e trascrivo, inoltre gli auguri in Limba sarda unificada che ho trovato su questo sito e che ho piacere di sottoscrivere come auspicio per il nuovo anno:
"A tottu sos sardos auguramus chi siant derruttas sas turres de sas fabbricas chi ghettant fumos murros in sas agheras.
Sos pastores si-che leent sos terrinos issoro pro los coltivare e produire in sas maneras prus modernas
comente faghent in tottu su mundu investinde in sos settores de sos massazos, de sos pastores e turisticos.
Auguramus chi bi siant prus postos de traballu ligados a custu isviluppu nou
chi pertocchet sa terra nostra e s’ambiente galu galanu meda che amus....
Augurios a tottus. Bona Pasca de Nadale. Bon’annu e Felitzidade."
Trad. Auguriamo a tutti i sardi che siano finalmente spente le ciminiere che sprigionano veleno nella atmosfera in modo che contadini e pastori si possano riapropriare delle loro terre per coltivare e produrre con i metodi più moderni cosi come avviane in tutto il mondo moderno, investendo nei settori
agro-pastorale-alimentare e turistico.
Auguriamo nuovi posti di lavoro legati a questo nuovo sviluppo radicato nella nostra terra e nel nostro meraviglioso ambiente....
Auguri a tutti. Buon Natale, buon 2007 e felicità.
2006-2007
01 gennaio 2007 15:47
Vorrei augurarvi
un buon fine anno
ed uno scoppiettante avvio
del 2007
insieme alle mie pelose creature
Mariano IV°
Mariano
Mirtilla Mirtilla
e Babouche. Coniglio nano
Dedicato a Milano
06 gennaio 2007 11:45
Apro il nuovo anno con un omaggio alla città di Milano che da "imprecisati" anni, mi ospita e mi accoglie.
Ho trovato on line questa poesia che vi propongo.
Milano è ancora sogno
Milano è ancora sogno.
A volo d'aquila su resti
di mura e porte,
un tuffo nel Naviglio e
camminare tra le case e i vicoli
più antichi sino ai grattacieli
moderni.
Rotaie, percorsi di filobus,
fiere, bar; Milano nel
cuore sussurra e invita
a scoprirla.
Naviglio pavese E la grigia città si può
tingere di colori infiniti,
fa scudo a chi vuole pensare,
offre calore agli amanti che
si tengono tra le braccia su
una panchina in un parco.
Negozi, uffici, banche...
e ricordi, scritti in ogni
casa, in ogni strada.
Ricordi di milioni di vite
vissute, intrisi ne sono
i viali di Milano.
E splende di chi ne vive
e s'immola ogni giorno
agli occhi di turisti, ma'l
suo cuore resta nascosto
nel cuore dei milanesi e
di chi vuole cantare la città
e sognare,
in questo mondo che
si fa di vetro e ferro,
seduto sulle rive del
Naviglio o sotto i portici
delle vie del centro.
Milano è sempre sogno.
di Paolo Ripamonti
A Grazia Deledda
01 febbraio 2007 20:42
Martedi 6 febbraio 2007 ore 20,30
Spazio Oberdan, Via Vittorio Veneto 2, Milano
Concerto per Grazia Deledda
con musiche di Lao Silesu
Roberto Piana pianoforte
Maria Teresa Pasta soprano
Giancarlo Dettori voce recitante
Sabrina Loi voce recitante
partecipano
Daniela Benelli, assessore alla cultura della Provincia di Milano
Sergio Mundula, assessore alla cultura della Provincia di Sassari.
introduzione di
Pierangela Abis, presidente CSCS
Nell'ambito delle manifestazioni dedicate a Grazia Deledda
nel 70° anniversario della morte e nel 80° del Premio Nobel per la letteratura.
Mio marito mi deve pubbliche scuse
01 febbraio 2007 20:46
di Veronica Berlusconi
Egregio Direttore
Con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso dei 27 anni trascorsi accanto ad un uomo pubblico,
imprenditore prima e politico illustre poi, qual'è mio marito.
Ho ritenuto che il mio ruolo dovesse essere circoscritto prevalentemente alla dimensione privata, con lo
scopo di portare serenità ed equilibrio nella mia famiglia.
Ho affrontato gli inevitabili contrasti e i momenti più dolororosi che un lungo rapporto coniugale comporta con rispetto e discrezione.
Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte da mio marito nel corso della cena di gala che ha seguito la consegna dei Telegatti, dove, rivolgendosi ad alcune delle signore
presenti, si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili:
"...se non fossi gia sposato la sposerei subito "
" con te andrei ovunque...."
Sono affermazioni che interpreto come lesive della mia dignità, affermazioni che per l'età , il ruolo politico e sociale,
il contesto familiare ( due figli da un primo matrimonio e tre figli del secondo) della persona da cui provengono , non possono essere ridotte a scherzose esternazioni.
A mio marito ed all'uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l'occasione chiedo anche se, come il personaggio di Catherine Dunne, debba considerarmi "La metà di niente".
Nel corso del rapporto con mio marito ho scelto di non lasciare spazio al conflitto coniugale , anche quando i suoi comportamenti ne hanno creato i presupposti.
Questa linea di condotta incontra un unico limite: la mia dignità di donna che deve costituire anche un esempio per i propri figli, diverso in ragione dell'età e del loro sesso .
.................................. RingraziandoLA .....
V. B.
Lettera a La Repubblica
8
LA COSTA DEL SILENZIO
04 agosto 2006 05:47
Tratto da http://www.sardi.it/sardegna/silen1.htm
La chiamano Costa Verde perché gli arbusti di lentischio e corbezzolo scendono fino al mare offrendo protezione a una colonia di cervi in continua crescita, che trova cibo e tranquillità al riparo di valli e dune di sabbia.
Ma si potrebbe chiamarla anche costa del silenzio, come quei villaggi, molti dei quali abbandonati, che per decenni hanno rappresentato la grande epopea della miniere, cominciata cinquemila anni fa con i fenici, proseguita sotto i Romani fino agli spagnoli e ai giorni nostri.
Il silenzio: quello dei palazzi fatti costruire da imprenditori inglesi, tedeschi e francesi nell'Ottocento e all'inizio del Novecento, quello delle gallerie dove faticavano migliaia di minatori compresi donne e bambini, quello degli impianti che costituiscono uno degli esempi più affascinanti di archeologia mineraria.
Pan di Zucchero - Nebida-
E soprattutto il silenzio delle spiagge, lunghe lingue di sabbia che si distendono per chilometri, interrotte da scure scogliere. Frequentate da turisti che cercano soprattutto tranquillità, perché questi territori non sono stati ancora aggrediti dall'urbanizzazione selvaggia che ha cambiato il volto di molti litorali della Sardegna.
La Costa Verde offre uno dei paesaggi più affascinanti di tutto il bacino del Mediterraneo.
Perché da nessuna altra parte è possibile ammirare un tale concentrato di sensazioni, offerte da pezzi di archeologia mineraria e da una natura superba che si fondono in un'atmosfera insieme misteriosa e malinconica.
Qua trovate le informazioni per raggiungere le bellissime spiagge: http://www.sardiniapoint.it/3511.html
La nonna e quattro gattini ..
04 agosto 2006 05:44
... La giornata inizia, più o meno alle 05,00 con miagolii e sollecitazioni varie degli amici - nipoti-? affamati.
Distribuzione del cibo, con grande attenzione alle priorità.
I piccini impazienti per primi (Mariano e Mirtilla).
Poi" Matt" sinuoso e imponente, mangia con buon appetito.
"Selvaggia" assisa sul tavolino del salotto, aspetta con regale sussiego..la sua pappa!
Mangiano tutti bene, ma bisogna stare attenti ai lupotti- Mariano e Mirtilla - i piccini che piano piano si insinuano tra "Matt e Selvaggia" per mangiare anche il loro cibo -Famelici!
sono in crescita , dico io
Ma questi, sdegnati, si allontanano.. offesi per "Lesa Maestà"!!
..Per poi tornare dopo che son riuscita a tenere a bada i disturbatori
Sono sereni e con loro la loro nonna..
Buon viaggio alla loro" MAMMETTA" che è in giro per L'Indocina....
Previti: la condanna alla bontà
07 agosto 2006 16:55
Affidato ad una badante.
Condannato ad essere buono,a deporre la loscaggine che lo ha reso famoso.
Povero Previti, bisognerà persino compatirlo.
per lui che si è costruito una reputazione da canaglia assoluta, sarà infatti la fine di tutto.
Anche perchè, tra le conseguenze dell'affidamento ai servizi sociali, ci sara' certamente la perdita degli amici più cari,
non potendo infatti frequentare pregiudicati, l'onorevole avvocato dovrà evitare,
Marcello Dell'Utri, e non solo fisicamente, ma neanche inviargli un sms,
E presumibilmente neanche elementi soggetti a procedimenti penali, come è,
senza offesa, Silvio Berlosconi.
Merita davvero la solidarietà di chi come noi lo ha avversato, con forza,
anche se, sempre, senza rancore.
La legge parla chiaro; L'affidamento verrebbe subito revocato dal tribunale di sorveglianza,
se il reo intrattenesse rapporti di qualsiasi natura
con altri condannati.
Di e da: francesco Merlo - Da "La Repubblica"
Sa inza abbandonada
25 agosto 2006 23:01
Binza Mia
" Binza non ses comente t'apo idu
Un'annu a Santu Miale, a prim'intrada,
Tottu de una niedda carrigada
Risplendente in s'atonzu coloridu,
Cun babbu e mamma mia fi'enidu
e un'ischera de binnennadoras,
De rugiu estias tott'incantadoras,
In sa niedda e limpida mirada.
Donzi fundu fit carrigu a ispantu
Chi tott'u a terra frittiat sa ide;
Nende pariat: omines benide
A tastare su fruttu meu santu.
Sas femminas cuminzein'unu cantu
Seriu e dulche che pregadoria;
Giutende in conca cobres d'iscraria,
S'ispargheit sa bella cambarada.
Cantigos D'Ennargentu
Boghes De Barbagia
Ringrazio NHEIT e ne trascrivo la preziosa traduzione:
Vigna mia
non sei più quella che un tempo ho visto all'entrata diSantu Miali .
Carica di neri grappoli
limpida visione risplendevi
dei colori di ruggine autunnale .
Ero venuto con mamma babbo
e una schieravendemmiatori.
Stupivano i ceppi carichi
di grappoli pesanti
che accarezzavano la terra
e sembravano dire
" Venite gente
ad assaggiare
il mio frutto santo"
Le donne intonavano un canto dolce e intenso come una preghiera . Si sistemavano sulla testa i cesti di asfodelo,
e in allegri gruppi
si sparpagliavano per la vigna
RICORDI D'INFANZIA
A maridu meu.
Buddusò è un paese di 4200 abitanti (Buddusoini), situato nel Logudoro, in provincia di Olbia-Tempio, al confine della provincia di Nuoro, a 700 m d'altitudine.
Il suo territorio presenta segni di insediamenti umani fin dalla preistoria e al periodo romano risalgono le tracce del centro romano Caput Tyrsi presso le sorgenti del Tirso.
Le notizie relative alla presenza di un villaggio identificabile con quello attuale risalgono al periodo medievale.
Dal secolo XI e fino al 1272 fece parte nel Giudicato di Torres della Curatoria di Lerron occupata dalla seconda metà del XIII secolo dal giudice d’Arborea.
Con la conquista dell’Isola da parte dei Catalano-Aragonesi (1420) le sue vicende rimasero legate fino al 1843 alla signoria di Oliva.
FONTE: www.monteacuto.it
Il borgo di Buddusò, circondato da sugherete, è famoso in tutto il mondo per il granito che costituisce una delle fonti principali di reddito per molti abitanti.
L’abitato conserva ancora integri gran parte dei caratteristici edifici ottocenteschi in granito.
Varrebbe la pena visitare questo paese in occasione delle sagre campestri e feste patronali, organizzate da un comitato (Sos Socristantes) aiutato anche da altri volontari che provvedono a reperire i fondi necessari alla festa, casa per casa, chiedendo delle offerte ad ogni abitante.
Proprio oggi, per chi facesse in tempo ad avvicinarsi, si festeggia Santa Reparada, conosciuta da secoli, molto allegra e folkloristica, tale da attirare ogni anno migliaia di turisti perché viene offerto a tutti il cibo.
"La domenica a pranzo si cucinano le interiora di carne bovina e la sera del vespro si fa la minestra chiamata per tradizione "su brou de sas concas" .
Il lunedì e' festa grande: dopo le celebrazioni religiose, a pranzo si fa lo spezzatino con il brodo chiamato "sa cassola", servito all'antica nei piatti in ferro-smalto bianco, ad ogni famiglia o gruppo di amici che prende posto sotto maestose querce da sughero e lecci.
Subito dopo ci si diverte con i balli tipici, le sfilate in costume sardo e con i canti del coro di Budduso'. .
Si da inizio alle danze! Divertimento assicurato sino a tarda serata; poi se qualcuno non ha voglia di ballare ci sono tantissime bancarelle di giochi, vestiti, torrone, ecc. che fanno passare il tempo e sono anche un po' occasione di socializzazione.
Infine il martedì la carne dei bovini che avanza viene divisa e venduta alla popolazione che ne ha fatto richiesta."
(un tempo veniva redistribuita tra gli abitanti che avevano dato il contributo per la realizzazione della festa)
La festa patronale comprende le ricorrenze dei Santi ANASTASIA, Quirico e Ambrogio, coprendo un'intera settimana di festeggiamenti.
La processione di S. Anastasia, festeggiata 2 settimane dopo la Festa di S. Reparada, prevede la sfilata di costumi tradizionali sardi, balli in piazza, canti a tenore, a chitarra, suonatori di fisarmonica e launeddas.
I presenti si procurano una seggiola dalle proprie abitazioni e si preparano ad assistere alla gara poetica in lingua sarda (dispute in versi tipici della tradizione isolana, dove due o piu' improvvisatori- ricordiamo i grandi Piras, Tuccone e Sotgiu- si cimentano su argomenti scelti e comunicati loro solo all'inizio della manifestazione).
Non manca il momento del gioco e delle competizioni sportive, tra cui anche le gare degli asini..!
San Quirico, il Santo Bambino martirizzato, compatrono di Buddusò, si festeggia nella stessa settimana, quando una processione porta il simulacro del Santo per le vie del paese e, dopo le Messe iniziano i festeggiamenti civili, con sfilate di costumi, balli sardi in piazza, sfilata dei cavalli con le coppie in costume, canti ....e l'invito per un caffè vino o dolci per tutti i presenti, nei locali dietro la chiesa, da parte della "Socristantìa".
Il giorno successivo alla festa di San Quirico, inizia quella di San Ambrogio.
"L'antica chiesa del Santo, risalente al primo millennio, è situata in campagna, nell'estrema periferia del paese.
E' costruita con pietre di granito squadrate e non, legate non con la malta cementizia ma con il fango, proprio come i nuraghi!
All'esterno presenta dei contrafforti di notevoli dimensioni; ed e' sprovvista di finestre ma presenta delle feritoie.
La festa si anima dopo la messa ed inizia con la sfilata a cavallo dove i cavalieri per tradizione fanno finta di andare sopra la gente che porta in processione il santo intorno alla chiesa, giro che fanno per 2 volte."
A pranzo si invita la popolazione a mangiare, dove partecipano tutti i gruppi folk dei paesi circostanti pranzo invitato da "Sos socristantes".
6
La vita è femmina ma le donne non lo sanno
04 giugno 2006 19:02
PEDRO Almodòvar: "E' stato un bambino poverissimo della Mancia, studente dai preti, fiero omosessuale e più cane randagio che divo."
C'è stato un tempo non cosi lontano in cui Pedro Almodòvar spiegava l'equazione per stabilire, in concorso, l'eccellenza del sesso maschile:
"non lunghezza, che atroce banalità,
caso mai lunghezza per circonferenza."
Una fila di uomini in piedi e un giurato col centimetro a moltiplicare...
Da quella memorabile scena di Pepi,Luci, Bom, e le altre ragazze del mucchio
(ma in spagnolo fa rima e fa ridere: "Bom con otras chicas del montòn", che peccato tradurre, quanta leggerezza si perde)
sono passati ventisei anni e lui questo continua a fare:
a dire quello che le donne non sanno , non possono o non riescono a dire di sè.
A celebrarle meglio di chiunque altro, qualunque cosa facciano, perchè le donne - le madri, le vecchie zie, le donne nate uomini, i travestiti,le puttane hanno sempre ragione.
La vita è a volte nella loro pancia e sempre nelle loro mani,
nei ricordi
e nell'ostinazione,
nella capacità di andare avanti quando tutto si ferma.
Di ridere nel pianto come in una canzone,
di crescere i figli nati per errore,
di ballare accudire e risolvere;
di sopportare l'assenza,
di parlare con le piante e con i morti che non muoino mai.
"La vita è femmina perchè sa coniugare l'innocenza e il delitto, il candore e la perversione;
sa affettare i peperoni dpo aver chiuso nel frigorifero il cadavere dll'uomo inutile - in quanto uomo sempre un pò in ritardo, sempre al traino - poi apparecchiare per cento, mangiare e cantare" VOLVER.
Da e di CONCITA DE GREGORIO
Giovanna Marini canta ed è una torre di Babele.
13 giugno 2006 22:51
In tutto il mondo è simbolo della canzone italiana.
In Italia è stato neccessario che Francesco De Gregori incidesse un disco con lei
(il fischio del vapore) perchè Giovanna Marini diventasse finalmente nota al grande pubblico
come si merita un caposaldo della musica popolare.
E' la sua chitarra, assieme alle voci di Patrizia Nasini, Francesca Breschi,
e Patrizia Bovi,
ad aprire Da vicino nessuno è normale, la rassegna estiva di spettacoli all'ex Paolo Pini.
Lo spettacolo La torre di Babele è un racconto per metafore dei nostri giorni.
Quasi uno piece teatrale,
in cui si narra di un uomo che ogni sera assiste a violenze e aggressioni nella sua città e decide di non restare più in casa,
per osservare e testimoniare .
Un inno all'impegno sociale in cui non mancano molti
richiami alla tradizione popolare tanto cara alla Marini:
canti di donne del sud Italia, canti religiosi popolari.
C'è anche una canzone originale della "MARINI"
sull'eccidio delle Fosse Ardeatine, secondo la migliore tradizione del cantastorie
che eterna e rende accessibili a tutti i fatti di cronaca, mettendoli in musica.
Ore 21.45, ex Paolo Pini, Via Ippocrate 45 Milano
(da e di Luigi Bolognini)
Un concerto per la costituzione
15 giugno 2006 10:47
Pollini:"C'è pericolo di dittatura"
Un concerto straordinario "per la costituzione" del pianista Maurizio Pollini.
E' un appello per il NO al referendum del 25 giugno sulle modifiche
della carta volute dal centrodestra.
Lo promuove il comitato delle arti, della scienza e delle professioni, mobilitato
per bocciare una riforma
che "rompe il principio fondamentale dell'equilibrio e
della separazione tra i poteri dello stato, delineando una forma di governo unica al mondo,
basata sullo strapotere del primo ministro".
Una riforma che "con la devolution mette a rischio l'universalità e l'uguaglianza
dei diritti in settori fondamentali
come la sanità, l'istruzione e la cultura,"
si legge nell'appello, diffuso ieri a Milano.
Maurizio Pollini, per sostenere il NO al referendum il 23 giugno terrà
un concerto per pianoforte al conservatorio di Milano,
(in programma Beethoven e Chopin).
Firmano tra gli altri Enzo Biagi, Umberto Eco, i musicisti Claudio Abbado e Salvatore Accardo, Umberto Veronesi, Gae Aulenti, e Renzo Piano, Dacia Maraini....
" Questo referendum -dice il maestro Pollini- va contro l'europeismo e conduce
a un volgare campanilismo"
Da e di Rodolfo Sala
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