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lunedì 30 gennaio 2012

Lo stemma del Comune di Buddusò


Lo stemma del Comune di Buddusò ricorda:


 I ruderi di due castelli costruiti nel Medioevo a difesa degli abitanti del paese

-La bassa montagna con altitudine di 700m sul livello del mare

-L'albero di sughero dorato simboleggia la ricchezza derivata dagli estesi boschi di sugherete, come l'erba dorata rappresenta la ricchezza di numerosi pascoli

-La pecora ed il toro ricordano i numerosi allevamenti ovini e bovini presenti nel territorio

-I colori dominanti sono il verde e l'azzurro, ornati da ricchi fregi d'argento e d'oro.



da  www.comunedibudduso.it/home/turismo.php

“La libertà è partecipazione informata”


SAS SEADAS


Foto pubblicata da ROSALUNA37



FESTA DEL LAVORO
01 maggio 2010 13:31

Narat antigu unu diciu latinu



Chi cand’as atzetadu unu favore



As perdidu sa tua libertade.



« Dice un antico proverbio latino che quando hai accettato un favore, hai perso la tua libertà »



Tiu Remundu Piras è considerato uno dei più grandi cantadores (improvvisatore) della poesia sarda del secolo XX. È ritenuto il più grande compositore di Modas. In un libro curato da P. Pillonca (Cagliari 1984) ne sono state raccolte 77, composte in un arco di tempo di circa 45 anni. La “moda” compare nelle competizioni da palco verso la metà degli anni Venti. Alcuni cantadores di buona fama rifiutavano questo tipo di componimento, che altri cultori considerano invece la “performance” poetica più distintiva dell’abilità dell’improvvisatore.

G. Spano la definì “lo scandaglio della vastità e ritentiva di mente (memoria) del cantore”. Molti appassionati del “canto” in poesia sostenevano che “in sa moda s‘idet su cantatore” (il cantore si valuta da come fa la moda).. È stato anche sostenuto che alla moda si sarebbe sovrapposto il “patrimonio dei trintases”. In realtà, essendo il trintases più antico della moda (non a caso chiamato spesso “modellu antigu” (modello antico), è più corretto pensare che sia stata la “moda” ad essere sovrapposta al trintases.

Fonte: miali.logudoresu





http://www.antiwarsongs.org/img/upl/nostrapatria.jpg



BUON 1° MAGGIO

ai cassintegrati, ai disoccupati, ai precari,..

a tutti.
Cappellacci indagato a Roma per l'eolico in Sardegna
15 maggio 2010 15:37


"Qui da noi
la mafia non e' mai entrata".


http://www.ilgiornale.it/foto-id=453797-x=800-y=800/cappellacci.jpg


Prende corpo con una serie di blitz dei carabinieri, inviati in Sardegna dalla Procura di Roma tra aprile e maggio, il filone dell'inchiesta sull'eolico nell'isola che vede ora tra gli indagati, per abuso d'ufficio e concorso in corruzione, anche il presidente della Regione Ugo Cappellacci.

 Il suo nome era gia' finito nelle intercettazioni dei Ros assieme a quelli del chiacchierato uomo d'affari di orgine sarde, Flavio Carboni, e del coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini: dei tre l'unico che allora non risultava essere indagato era il presidente della Regione sarda.
da Rainews24

La liberta' e' partecipazione informata.
22 maggio 2010 14:06

La liberta' e' partecipazione informata.


http://www.antiwarsongs.org/img/upl/nostrapatria.jpg

PER LA LIBERTÀ D'INFORMAZIONE, PER LE LIBERTÀ COSTITUZIONALI


All’appello contro la legge bavaglio sulle intercettazioni hanno già aderito 177.000 persone, gruppi, sindacati e associazioni.


All’appello hanno dato il loro sostegno alcuni tra i maggiori costituzionalisti italiani:


Valerio Onida, Presidente dell’Associazione dei costituzionalisti italiani; Alessandro Pace, già Presidente della stessa associazione; Gaetano Azzariti; Lorenza Carlassare; Mario Dogliani; Gianni Ferrara.


Per approvare il disegno di legge è stata impressa una vistosissima accelerata ai lavori parlamentari Sono previste sedute mattutine, pomeridiane e notturne della Commissione Giustizia del Senato per concludere l’esame di un testo dall’impianto proibizionista e punitivo. E’ indispensabile moltiplicare gli sforzi per rafforzare l’opposizione a questo attentato alle libertà costituzionali.


Invitiamo tutti a a metterci la faccia, alla pagina Facebook http://bit.ly/cVcr10 che ha raggiunto il numero 52.000 adesioni oppure a firmare in calce l'appello che ha già raggiunto oltre 125.000 firme.


Articoli e info La rubrica di Repubblica "No Bavaglio"





“La libertà è partecipazione informata”



Al Senato la maggioranza cerca di imporre la Legge sulle intercettazioni telefoniche che scardinerebbe aspetti essenziali del sistema costituzionale.
Sono a rischio la libertà di manifestazione del pensiero ed il diritto dei cittadini ad essere informati.
Non tutti i reati possono essere indagati attraverso le intercettazioni e viene sostanzialmente impedita la pubblicazione delle intercettazioni svolte
Una pesante censura cadrebbe sull’informazione. Anche su quella amatoriale e dei blog (Art.28).
Se quella legge fosse stata in vigore, non avremmo avuto alcuna notizia dei buoni affari immobiliari del Ministro Scajola e di quelli bancari di Consorte.
Se la legge verrà approvata, la magistratura non potrà più intervenire efficacemente su illegalità e scandali come quelli svelati nella sanità e nella finanza, non potrà seguire reati gravissimi.
Si dice di voler tutelare la Privacy: un obiettivo legittimo, che tuttavia può essere raggiunto senza violare principi e diritti.
Si vuole, in realtà, imporre un pericoloso regime di opacità e segreto.
Le libertà costituzionali non sono disponibili per nessuna maggioranza.

Stefano Rodotà
Fiorello Cortiana
Juan Carlos De Martin
Arturo Di Corinto
Carlo Formenti
Guido Scorza
Alessandro Gilioli
Enzo Di Frenna

da nobavaglio.adds.it

Nel paese delle meraviglie

Dalla magia di Walt Disney Pictures e dalla fantasia del visionario regista Tim Burton nasce l'avventura epica in 3D ALICE IN WONDERLAND (Alice nel paese delle Meraviglie), una delle storie più amate di tutti i tempi riproposta in una chiave nuova, magica e fantasiosa.
http://www.film3d.it/images/alice_in_wonderland_3d.jpg
JOHNNY DEPP interpreta Mad Hatter mentre MIA WASIKOWSKA veste i panni della diciannovenne Alice, che dopo tanti anni torna nel mondo incantato da lei visitato quando era bambina; lì ritrova i suoi indimenticabili amici d'infanzia: il Coniglio Bianco, Pinco Panco e Panco Pinco, Toperchio, il Brucaliffo, lo Stregatto, e ovviamente, il Cappellaio Matto. Alice intraprende una nuovo, fantastico viaggio alla ricerca del suo destino e per porre fine al terrorizzante regno della Regina Rossa. Il nutrito cast di star comprende inoltre ANNE HATHAWAY, HELENA BONHAM CARTER e CRISPIN GLOVER.


Ogni cosa ha la sua morale,
se si sa trovarla.





SARDINIA MOB FEST 2010
17 aprile 2010 12:49

25 aprile – 1° maggio 2010


Sardinia Mob Fest è festa di mobilitazione sarda, un’occasione per mettere insieme energie creative. Questa isola è ora nota come quella dei cassintegrati, triste fama. E’ l’isola dei deprivati. Privati dell’acqua, dell’energia, dei paesaggi, del futuro. Si intravvedono all’orizzonte centrali nucleari, cantieri edili, orde di turisti. Ma di ricerca, conoscenza diffusa, informazione e programmazione neanche l’ombra. Alla festa vorremmo fare luce…


…ci manifesteremo a Santa Lucia di Siniscola (NU), al Campeggio “MobLab” dal 24 aprile al 02 maggio 2010, per “abitare” la politica.





Il MobLab sarà:


    *
       casa temporanea della presenza attiva

    *
       spazio della mobilitazione, del confronto e della liberazione

    *
       convivenza senza pregiudizi



Per una settimana il borgo di Santa Lucia di Siniscola (NU) ospiterà concerti, dibattiti, discussioni, espressioni artistiche, manifestazioni libere e creative per la democrazia partecipata, la “buona” politica, l’azione collettiva pacifica e appassionata.


LE TEMATICHE di questa prima mobilitazione saranno:


    *
       LIBERAZIONE – 25 aprile
      

          o
             Lo stato di diritto e la legalità: politica, giustizia e media

            
      

    *
       RADIOATTIVITA‘ (Chernobyl Day) 26 Aprile
      

          o
             Fonti energetiche alternative e sviluppo sostenibile

          o
             Gocce di Sostenibilità – Acqua Pubblica

            
      

    *
       AFFERMAZIONE – 27 Aprile
      

          o
             La politica delle donne

          o
             I diritti civili

          o
             La salute, il corpo, la mente

            
      

    *
       “SA DIE DE SA SARDIGNA” – 28 Aprile
      

          o
             Un’Isola Felice – Visioni di benessere in Sardegna

          o
             Un’Isola Triste – La Sardegna sfruttata: cemento e inquinamento

          o
             Lingue di fuoco sardo – Canti, musica, poesia

            
      

    *
       LIBERTA’ DI OPINIONE CRITICA – 29 Aprile
      

          o
             Libertà di stampa e censura

          o
             Democrazia in rete e politica nel WEB

            
      

    *
       RESPONSABILITA’ – 30 Aprile
      

          o
             La Cultura della Legalità: mafie e criminalità in Sardegna

            
      

    *
       LAVORO – 1° Maggio
      

          o
             Tavola rotonda – Nuove prospettive di lavoro: lavoratori ed esperti a confronto

          o
             Protesta in Musica

            
      





    *
       SITO :http://www.sardiniamobfest.eu/

Non ci fermeremo mai


"Non ci fermeremo mai".


http://www.ansa.it/webimages/section_210/2009/12/3/cfefe7bfaa0a441a426c9eca73b8e7ae.jpg

Con questo grido i lavoratori dell'Alcoa di Portovesme hanno sfilato, a tratti di corsa, per le vie di Cagliari assieme al corteo di oltre 40.000 persone in occasione dello sciopero generale della Sardegna.



Con 24 ore di sciopero proclamato unitariamente da Cgil, Cisl e Uil e un corteo nel capoluogo sardo lavoratori, precari, pensionati e studenti sardi sono scesi in piazza per richiamare l'attenzione sulle difficili condizioni economiche della regione. Presenti i dipendenti delle maggiori aziende, dalla Vinyls di Porto Torres alla Rockwool di Iglesias. In prima fila gli operai dell'Alcoa di Portovesme, lunedì a Palazzo Chigi il tavolo decisivo sul futuro degli impianti italiani.

Sardegna, 50mila per lo sciopero generale. In prima fila Alcoa



Protezione civile?



12 febbraio 2010 19:37
http://www.unavignettadipv.it/public/blog/upload/Invidia%20Low.jpg DI PV
INVIDIA
18 febbraio 2010 23:26
http://www.unavignettadipv.it/public/blog/upload/Invidia%20Low.jpg



DAL BLOG DI PV

Un graffio, un'idea, disegni e parole sul Mal du Vivre

Danza di neve
19 dicembre 2009 15:45
La danza della neve



Sui campi e sulle strade

silenziosa e lieva

volteggiando, la neve

cade.

Danza la falda bianca

nell'ampio ciel scherzosa,

Poi sul terren si posa

stanca.

http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2008/09/032.jpg

Neve sui Navigli - Milano



In mille immote forme

sui tetti e sui camini,

sui cippi e sui giardini

dorme.

Tutto d'intorno è pace;

chiuso in oblio profondo,

indifferente il mondo

tace.



Ada Negri, Poesie
Le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano.
27 dicembre 2009 11:52
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia

sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno,

finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un

marocchino, a un povero di passaggio.

http://farm4.static.flickr.com/3481/3919942980_8e724afb48.jpg


Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla

vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco

più lontano di una spanna,con l'aggravante del vostro complice

silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si

fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si

condannano popoli allo sterminio della fame.

I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano

nell'oscurità e la città dorme nell'indifferenza, vi facciano

capire che, se anche voi volete vedere " una gran luce "

dovete partire dagli ultimi.



... vivere poveri è l’unico modo per       morire ricchi



Da AUGURI SCOMODI  di Don Tonino Bello

Rubo da Nheit e ringrazio, anche a nome di Danilo



una dolcissima triste ballata di Antoine, Cade qualche fiocco di neve

(Juste Quelque Flocons Qui Tombent- 1967)










La considero un regalo per il mio compleanno che cade esattamente oggi!

44


Atonzu,    di Montanaru
22 settembre 2009 20:13
Atonzu torradu ses, e donzi luo

Perdet sa foza, e donzi buscu est  tristu,

E frastimas su forte bentu tuo.



........Chi andat mannu a treulu e a pistu.

------Nues nieddas giran in sas serras.

......Che umbras de gente morta, senz'assistu.



E senz'amore, in sambenosas gherras

Ma su massagiu, bettende est su ranu

In sos friscos aronzos de sas terras.



............E isperende in triulas lontanu,

---------Si preparat su pane a s'ater'annu

   ......intro su magasinu iscuru e sanu.



Bullit su inu in su cupone mannu

Cun impetu  serenu e galiardu,

E sas massagias tessene su pannu.



...............In sos telalzos, ruzzu  pannu sardu

...............Chi servit  pro fagher be'rtulas e saccos

..............A sos pastores chi andan'in su pardu



E in su monte , cun canes e teraccos

E tazzos mannos, mudos e armados.

In sos padentes tristos  in sos baccos



........De sa Tanchitta bandan'annuzzados

A leppa in chintu, solos  sos  procalzos,

Ch'in sos frittos meries desolados.



.................



Da boghes de Barbagia - Cantigos D'Ennargentu

     ...... a cura diGiovanni Pirodda



Elettores..
21 marzo 2009 13:22

   A bois istimados Elettores,

pagos faeddos narrer bos cheria,
si permittides mannos e minores

e compatides sa franchesa mia ,

in custas oras tristas e dolores

chi semus in forzada carestia;

mentre s'isula Sarda pretziosa,

pitticca, si, ma ricca est dogni cosa.

  Proffitto de sa bona occasione,

chi est in mottu sa Sardigna totta

 pro tenner parte a sa votazione.



 E so tzertu accanida chi est sa lotta;

massimu da sas ch'an s'ambizione

de no abbandonare sa pagnotta;

cussos deven lottare a dogni costu

can sun timende de perdere su postu.

      A  los bidides tottu affacendados

          che animas chi gemen in sas penas!

              No an sussegu sun dilliriados

                paren canes iscapados dae cadenas,

                   sos oziosos e isfainados

                     chi cheren viver da' palas anzenas!

                  e po' non triballare Bettuleris,

                    si cheren 'intrare a .. cunsizeris.

 Oe tottu si cheren in cunsizu ,



mancu ch siat un'eredidade,

chi da ' su babbu passat a su fizu



 a dirigere sa comunidade .

 Elettores jughide s'oju abbizu;

issa zente fuide, e odiade;

cant'alen, chie sun, già azis connottu



ca, bastante su coro bos an cottu!!!!

........        





""Pitanu Morette :  1868 - 1932  /

   ""    Per i non Sardi .. aspettiamo la gentile traduzione dell'amica del blog ,  Nheit

IL MODELLO CULTURALE BARBARICINO


Sos barracellos: la milizia popolare al servizio della comunita
02 marzo 2009 19:48

"L'abigeato e' stata una vera e propria piaga e i barracelli   si proponevano come strumento principale di difesa."

La compagnia barracellare, aspetto tipico della comunità barbaricina,  fu istituita  nella prima meta' del secolo scorso per la protezione e il recupero del bestiame dai continui furti.

 "I barracelli, riuniti nelle cosiddette compagnie barracellari, sono i componenti di quelle che potremmo definire polizie civili. Associazioni di tipo pastorale tutt'altro che occulte, ordinate secondo un principio gerarchico che prevede i gradi di capitano, tenente e cosi' via".

La caratteristica e' quella di essere radicate su un territorio normalmente coincidente con l'estensione del comune, "ma anche  di prestare un servizio, normalmente non retribuito, alla comunita', difendendone i beni intesi nella loro collettivita'.

In fondo, per il militante nella compagnia barracellare, il prezzo del suo impegno e' nella costituzione del patto per cui l'attentato al bene del singolo diventa un attentato all'intera comunita".

Fonte: archiviostorico.corriere.it

Le operazioni e le ricognizioni venivano effettuate quasi ogni notte da un gruppo di 10 o 15 persone che perlustravano il territorio, soprattutto nei punti di confine, per prevenire eventuali furti o rapine.

Quando scompariva del bestiame la compagnia barracellare iniziava le ricerche anche nei salti dei paesi vicini; assumeva informazioni presso i campagnoli, soprattutto quelli  notoriamente informati. Se tracce o notizie conducevano agli autori della "bardana", si stabilivano opportuni incontri tra i diretti interessati o fra i loro intermediari per pattuire la somma di un riscatto (s'abbonu).

Di solito veniva scartata la denuncia formale ai carabinieri   onde evitare odi e strascichi futuri.

Fonte: Mamoiada.org

Pastori di Oliena


Fu la Legge Regionale n. 25  del 15 luglio 1988 a promuovere e favorire l’istituzione ed il potenziamento delle compagnie barracellari, di cui al regio decreto 14 luglio 1898, n. 403 prevedendo una collaborazione  con gli organi statali e regionali, istituzionalmente preposti alle attività di vigilanza e tutela  del patrimonio boschivo, forestale, silvopastorale, compresi i pascoli montani e le aree coltivate in genere; del patrimonio idrico, con particolare riguardo alla prevenzione dell’inquinamento; tutela di parchi, aree vincolate e protette, flora, vegetazione e patrimonio naturale in genere; caccia e pesca; prevenzione e repressione degli incendi.

Il testo della Legge qua.... www.regione.sardegna.it

Corigheddu e coro amadu
23 febbraio 2009 19:39



Corigheddu e corigheddu

corigheddu e corigheddu

corigheddu e coro amadu.

Unu giardinu 'e olia

b'ad'in s'adde 'e Filumena

pro li narrer sa Novena

e su Rosariu cantau.

Corigheddu e corigheddu

corigheddu e coro amadu

chi ti isetto dogni díe

cando as'a leare a mie

leamiche a domo tua,

cando as'a bider sa úa

fiorinde in mese 'e 'ennarzu

cando as a bider porcarzu

faghinde casu porchinu,

tando as a bider caminu

in sos mares de Casteddu

tando as a leare aneddu

po isposare cun mé!

Tando as a bider su Re

calande in Monteleone,

tando as a bider anzone

faeddande italianu!

Tando su puzone 'e 'eranu

chi a nde essire cunsizeri

tando sa mela piberi

in pruna si reboltare!

Tando as a bider su mare

tottu a giardinos de rosa,

tando as a bider a Bosa

dae s'assetu tramudada!

Corigheddu e corigheddu,

corigheddu e coro amadu,

corigheddu e corigheddu....

38


Sardegna: una colonia di Berlusconi?
15 gennaio 2009 19:04
È stata annunciata la seconda e non ultima capatina di Berlusconi in Sardegna per sostenere il candidato pidellino Ugo Cappellacci.
 In differita ci sarà anche il comizio di Renato Soru.

Tutti e tre parleranno a Nuoro.

 Circola un detto arguto di Cappellacci: Soru pensa solo a Berlusconi (“Renato Soru sembra avere un solo chiodo fisso: Silvio Berlusconi”),
mentre lui, Cappellacci, penserebbe solo alla Sardegna da far rifiorire.

Ha la memoria corta, ma noi no.

coste di Sardegna Ci sembra che sia proprio Berlusconi a voler invece, con accanimento maniacale, “abrogare tutte le norme volute da Soru” a cominciare da quella salvacoste.
L'accanimento di Berlusconi sulla Sardegna non è soltanto scandaloso spudorato e intollerabile, ma è tra il ridicolo e il preoccupante.

da  Altra Voce
109 anni
25 gennaio 2009 23:50
Birori, compie 109 anni  la nonnina della Sardegna

CON I SUOI 109 ANNI CONSOLIDA IL SUO RECORD DI NONNINA DELLA SARDEGNA E DI SECONDA DONNA PIÙ ANZIANA D’ITALIA. TUTTO IL PAESE DI BIRORI SI È STRETTO ATTORNO A GIUSEPPINA DEIDDA, CHE HA FESTEGGIATO UN NUOVO INVIDIABILE TRAGUARDO, INSIEME AD AMICI E PARENTI

    "Giuseppina Deidda gode di buona saluta, mangia molto durante il giorno ma quasi mai la sera, il suo unico cruccio sono le difficoltà nel muoversi autonomamente. "



Tratto da: Unione Sarda
Sulcis - La miniera interrotta
01 febbraio 2009 11:42
Fausto Foddai.


25 fotografie in bianconero e alcuni frammenti scritti di Caterina Carzedda.


    “Sulcis la miniera interrotta”, ultimo lavoro di Fausto Foddai è un viaggio attraverso un vissuto ormai interrotto che racconta la dimensione umana della miniera, con le sue macchine, gli spazi istituzionali, quei luoghi che, attraverso l’esperienza quotidiana, hanno lasciato un segno indelebile nella realtà sociale della Sardegna.



Miniera interrotta foddai sulcis Le fotografie sono state realizzate nella regione del Sulcis-Iglesiente, a sud-ovest della Sardegna.

Fausto Foddai nasce in Sardegna, dove la sua passione per la fotografia ha modo di crescere e vivere tra contesti difficili, aspri, immuni da sfumature delicate, forte nelle immagini e nelle espressioni.
Trasferitosi a Milano nel 1990, qui studia fotografia e il suo percorso sviluppa il desiderio di trasmettere il racconto della sua terra.
La sua fotografia, a volte incantevole, altre graffiante, rappresenta in maniera sensibile e soggettiva le problematiche della terra sarda. Fotografie appassionate, sincere, che portano mente e cuore alla deriva in uno splendido spaccato di immagini dove si può scoprire la grandiosità della natura selvaggia da un dettaglio e dove l’impronta umana è traccia indelebile.


Cenni storici sulle miniere di Sardegna

Fausto Foddai. Sulcis - La miniera interrotta

Periodo: 28 gennaio - 29 marzo 2009

Acquario e Civica Stazione Idrobiologica
Viale Gadio 2
Milano

orario: da martedì a domenica orario 9/13-14/17:30
(possono variare, verificare sempre via telefono)

biglietti: free admittance

tel +39 0288465750
acquariocivicomilano
info@acquariocivicomilano.eu
Menzus Soru chi non tzeracos!
07 febbraio 2009 21:22
Cheremus fagher ischire a totus poite est menzus Soru, naende craru comente at guvernau e totu su chi galu podet fagher.
Iscridie in cada limba poitte segundu bos ateros est Menzus Soru, mandai fotografias, disinnos, films chi ammosten poitte Menzus Soru.
Faghie copias in paperi de sos documentos in sardu e italianu chi acatais in sos link in fundu a sa pazina e faghieddos zirare in biddas, tzitades po chi totus potzan ischire poitte Menzus Soru:

portotorres.net  soru


# - Soru at zadu a sa Sardigna una idea de isviluppu chi at a binchere: sardos meres, liberos dae sas servitudes e dae s’ispeculatzione edilizia, istudiados.

# - Sa giunta Soru at Bintu cun s’Istadu sa Vertenza Intradas:1600 milliones de Euros de Risorsas in prus chi nos ispetaiant

# - Cun Soru ch’ant reduiu su depidu de sa Regione e s’amminstrazione sarda est una de sas prus eficientes de Italia.

# - Po sa prima borta in s’istoria de s’Autonomia, sas lezes, sos atos de sa Regione sunt istrados traduios in sardu adotande comente limba iscrita de s’Amministrazione regionale Sa Limba Sarda Comuna!!!

# - Non c’at àtera regione chi est azudande s’istudiu che a sa Sardigna

# - Ant promofiu de aberu sa ricerca in Sardigna, comente motore po un economia forte.

# - Federalismu Internu: prus Risorsas e Funtziones a Provintzias e Comunes

# - Sa Sanidade sarda est diventada de sas menzus de Italia.

# - S'isvilupu de sas retes eletronicas: sa Sardigna prima in Italia a che superare su Divariu Digitale

# - Totus podemus ischire su chi si faghet in Regione e tenner sos matessi diritos.

# - Cun sa rivoluzione digitale sa Regione est in domo nosta.

# - In su turismu sunt aumentados sos arrivos e s’est ispraghia s'oferta.

# - Sa Sardigna est colada dae su 5 a su 50% de arregorta diferentziada

# - Sa Leze Istatutaria: commo sa zente tenet prus controllu e ch’at prus regolas po s'Etica Pubblica.

# - Unu sistema po chi faghere impresa e traballare in Sardigna siat prus facile: còmmo che podet esser isvilupu economicu

# - Cun su Pianu nóbu de isvilupu rurale (PSR) ant zadu a sa Sardigna unu progetu innovativu e modernu de isvilupu

# - Una rete sotziale prus forte meda po azudare su cambiamentu e sa zente in su cambiamentu

# - Una menzus rete Energetica po sa Sardigna

# - Meda investimentos po s'isvilupu de sas retes po sa mobilidade de zente e merces

# - Unu sistema prus bonu de gestione pubblica e integrada de s'àbba, unu Bene comunu.

# - Su chi at batiu e su chi cras at a batire su frutu de s’amministrzione Soru

# - Ant creschiu sas arrespostas assistentziales cun sas políticas sotziales e sos servitzios a sas pessonas

# - Una Idea noba de Autonomia e unu modu nóbu de si raportare a s’Istadu.

# - Ant fatu de s'isport unu Valore Sotziale e Culturale

# - Ant fatu políticas po favorire s’inserimento in su traballu e de azudu a su reditu

# - Ant postu su inare po azudare bindighi milla Familias a tennere una domo

# - Sa regione at difendiu sos traballadores de s’industria sarda in crisi azudandedda a si riconvertire

# - Sas tzitades sunt diventadasas prus modernas, cat prus servitzios po sa zente in periferia e in tzentru


Master and Back, esperéntzias.

Fonte: Mariano di portotorres.net

Eutanasia in Sardegna, una pratica tra leggenda e realtà


La figura della “femmina accabbadòra”

"Grazie alla sua insularità, la Sardegna conserva costumi e tradizioni che si perdono nella notte dei tempi.
.. Tra la moltitudine delle consuetudini legate alla morte, alcuni hanno citato la figura della “femmina accabbadòra”, colei che interveniva negli ultimi momenti della vita portando ai moribondi “la buona morte”.
In pratica, una forma di eutanasia, che era riservata alle persone colpite da una lunga agonia, che si fossero trovate nell’impossibilità di intraprendere un trapasso sereno o, quanto meno, rapido.

.. Sembra che l’ultima “accabbadòra” esistita fosse l’ostretica del paese.
Il dato è denso di metafora: la donna che aiutava a venire al mondo era anche quella che chiudeva la vita ormai divenuta insopportabile. "  http://www.ladifferenza.it/?433/Eutanasia-in-Sardegna-una-pratica-tra-leggenda-e-realta


Intorno a questo tema è uscito il libro di Bucarelli Alessandro,  Lubrano Carlo dal titolo "Eutanasia ante litteram in Sardegna. Sa femmina accabbadòra. Usi, costumi e tradizioni attorno alla morte in Sardegna"

ELEONORA D' ARBOREA


LA SENTENZA - LE POLEMICHE
16 ottobre 2007 16:52

    Germania, stupra la fidanzata

"Pena ridotta perchè è sardo"



Il giudice: vanno considerate le impronte culturale ed etniche

Sei anni di carcere. Protestano politici e intellettuali: razzismo






    LE VIOLENZE:  Cameriere, 29 anni, Maurizio Pusceddu                                                               ha brutalizzato una giovane lituana per tre settimane.


----- ----- ----- ---- ----- ----- ----- ------

Un pregiudizio nato dall'immagine molto tradizionale della Sardegna che si ha all'esterno dell'isola ?          Dice Bianca Berlinguer - "Ma qui è l'errore dei giudici. Ed è un errore proprio culturale .

Perchè se si parla di valori tradizionai quelli della Sardegna ruotano ancora attorno a una famiglia di tipo matriarcale che mai comporterebbero la violenza .




    La legge voluta da ELEONORA D' ARBOREA

Sotto Eleonora D'Arborea, regina di Sardegna nel trecento , chi violentava una donna era condannato a pena pecuniaria e al taglio di un piede , perchè tutti lo riconoscessero.

Proteste di Salvatore Niffoi - scrittore- MarioSegni - leader referendario- Luigi Manconi - sottosegretario alla giustizia - Francesco Cossiga - Presidente Emerito - Renato Soru - Presidente della regione Sardegna -



------ ------ ------ ------ Di fronte a simili decisioni perfino l'antico codice barbaricino sembra più moderno !

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San Simplicio di Fausania
10 dicembre 2006 11:54
(Terranova - Pausania : toponimo alto-medioevale con il quale si designò la città romana di Olbia, fino al 1939)





Simplicio di Olbia è il primo vescovo di cui si abbia “certezza” storica in Sardegna ed è l'unico Vescovo sardo ornato della palma del martirio.

Sono meno documentate, invece le notizie sulla vita di questo santo.


* Cesare Baronio scrisse nel Martirologio romano, alla data del 15 maggio del 304 d.C:

    “Fausinae, in Sardinia, sancti Simplici, Episcopi et Martyris;

    qui, Diocletiani tempore, sub Barbaro praeside, perfossus lancea martyrum consummavit.”

    (A Fausiana, in Sardegna, San Simplicio vescovo e martire; il quale al tempo di Diocleziano, sotto il preside Barbaro, trafitto da lancia consumò il martirio)




e la Passio, del XII secolo, redatta dai monaci Vittorini di Marsiglia, lo presenta come vescovo e martire sotto Diocleziano nel 304.


Gli studiosi, in realtà, ritengono storicamente validi solo alcuni elementi:

il fatto che Simplicio fosse un presbitero e che fu martirizzato nell'isola, forse sotto Diocleziano.

Il contesto storico in cui avvenne il martirio di Simplicio è quello degli anni finali del III secolo d.C., tristemente noto come "era dei martiri",

quando furono uccisi tutti i fedeli cristiani che non accettarono di abbandonare il loro credo per tornare alla religione ufficiale romana.


* Altre fonti, invece, lo riconoscono come un sacerdote ma non come vescovo:

    “In Sardinia Simplicii presbiteri”.




Sulla sua esistenza storica non vi sono dubbi, dato che tutti i martirologi ne fanno cenno;

i dubbi sorgono sui suoi titoli, alcuni infatti lo ricordano come vescovo, altri come presbitero, e alcuni non accennano al martirio.


    "Il preside della Provincia romana di Sardegna e Corsica, chiamato Barbaro per la sua empietà e ferocia contro i cristiani,

    dopo aver fatto giustiziare San Saturno a Cagliari, giunse a Fausania,

    dove venne a sapere dell'esistenza di un vescovo cristiano.

    Nel corso del loro incontro, avuto il netto rifiuto di Simplicio di abbandonare la religione cristiana,

    in un accesso d'ira lo avrebbe trafitto con una lancia provocandone, dopo tre giorni di agonia,

    la morte  il 15 maggio del 304 d.C.

    Narra la tradizione che quando Barbaro,

    messosi in viaggio alla volta della Corsica,

    salì su una piccola imbarcazione per passare il mare,

    un vento assai impetuoso lo avrebbe fatto annegare."




Non vi sono purtroppo altre notizie;

mentre il suo culto si affermò nella regione dell'antica città di Olbia e diocesi di Tempio Ampurias, di cui è il patrono.

Nel secolo XI gli venne eretta una chiesa romanica, che è attualmente il maggiore monumento cittadino, costruita interamente in conci di granito, di rudi forme, con facciata di tipo pisano (notevoli sono i capitelli romanici della seconda e dell'ultima colonna sinistra e della quarta colonna destra, ornati da motivi antropomorfi, il primo da teste di capra o muflone), con influssi lombardi.

Sotto l'altare è conservato il busto reliquiario in legno policromo raffigurante il santo titolare, ai cui piedi, in una teca, sono conservate le presunte reliquie del santo, rinvenute nel 1630.

Nel 1993 ad opera di Giovanni Paolo II, la chiesa di San Simplicio assunse il titolo di basilica minore.


Gli olbiesi, molto devoti del loro Santo, celebrano in Suo onore la sagra più festosa della Gallura, il 15 Maggio.


Il nome Simplicio è stato portato da un papa santo (468-483) e da altri undici santi martiri e non;

inoltre dal filosofo neoplatonico del V-VI secolo venuto ad Atene dalla Cilicia,

scrisse importanti commenti alle opere di Aristotele.<
IERRU
21 dicembre 2006 19:54

Carrigu de nieddas temporadas
Benit s'ierru, bezzu. tristu e canu,

E senz'ervas est tristu su pianu,

E sas forestas pàrene brugiadas.


    Non puzzones c'allegren su manzanu
    
    Cun sas milli pibias delicadas,

    Su entu muinat intro sas foradas
    
    E tristos colvos cantan a luntanu.


 Gai est s'umanu istadu rie rie

Fuit s'amare, fuit su cunentu:

Passadt de zuventude cudda die.


    Coment'una die ' e magiu senza entu.

    Ma su dolore, simile a su nie

    Falat continu frittu e lentu lentu.





 INVERNO


Viene carico di temporali, viene l'inverno,

vecchio, triste e bianco, e le pianure si rattristano prive d'erba,

 le foreste paiono bruciate.

Non ci sono gli uccelli a rallegrare il mattino con i mille cinguettii delicati,
il vento turbina fra i burroni,
 mentre lontano cantano i tristi corvi.


Cosi è anche la condizione dell'uomo:

tra un sorriso e un altro l'amore se ne va e finisce ogni felicità;

passa quel giorno di giovinezza

come passa un giorno di maggio senza vento.

Ma il dolore, simile alla neve,

continua a cadere freddo e lento lento.


di Montanaru
FORZA PARIS
23 dicembre 2006 20:53
Care lettrici e lettori di questo blog,

per le prossime Feste vi lascio una poesia del 1930, dedicata al Natale

una "cantone 'e Nadale in logudoresu":


NASCHID'EST di Pietro Casu



1) Nàschid' est in sa capanna

poveritta de Betlè

in sa notte piùs manna

de su chelu s' altu Re.

Torrada:

"Glòria, glòria!" cantan in chelu

lùghidos ànghelos pro s'altu Re.

"Paghe e vittòria", s'as bonu zelu,

ànima pòvera, cantan pro te.



2) E in giru a sa domitta

de anghèlos si falàt

una truma beneitta,

chi 'olende s'allumàt. 5)

E tuccàn de s'oriente

cun s'istella sos tres Res;

l'adoràn devotamente:

"Bambineddu inoghe ses?".



3) E benian sos pastores

incantados, cre non cre,

e in cussos risplendores

appuntan lestros su pe.6)

E abertu su tesoro,

liberales li donàn

cun intzensu, mirra e oro,

e cuntentos sich'andàn.



4) E narat dognun' in coro:

"Bambineddu inoghe so.

Non ti 'atto prata e oro,

ma cust'ànima ti do."7)

E Zuseppe cun Maria

luminosos tottu in se

Li naràn in allegria:

"Fizu, tottu amus pro Te!"





e trascrivo, inoltre gli auguri in Limba sarda unificada che ho trovato su questo sito e che ho piacere di sottoscrivere come auspicio per il nuovo anno:


    "A tottu sos sardos auguramus chi siant derruttas sas turres de sas fabbricas chi ghettant fumos murros in sas agheras.

    Sos pastores si-che leent sos terrinos issoro pro los coltivare e produire in sas maneras prus modernas

    comente faghent in tottu su mundu investinde in sos settores de sos massazos, de sos pastores e turisticos.

    Auguramus chi bi siant prus postos de traballu ligados a custu isviluppu nou

    chi pertocchet sa terra nostra e s’ambiente galu galanu meda che amus....

    Augurios a tottus. Bona Pasca de Nadale. Bon’annu e Felitzidade."




Trad. Auguriamo a tutti i sardi che siano finalmente spente le ciminiere che sprigionano veleno nella atmosfera in modo che contadini e pastori si possano riapropriare delle loro terre per coltivare e produrre con i metodi più moderni cosi come avviane in tutto il mondo moderno, investendo nei settori

agro-pastorale-alimentare e turistico.

Auguriamo nuovi posti di lavoro legati a questo nuovo sviluppo radicato nella nostra terra e nel nostro meraviglioso ambiente....

Auguri a tutti. Buon Natale, buon 2007 e felicità.
2006-2007
01 gennaio 2007 15:47
Vorrei augurarvi

un buon fine anno

ed uno scoppiettante avvio

del 2007


insieme alle mie pelose creature



Mariano IV°
Mariano




Mirtilla  Mirtilla




e  Babouche.  Coniglio nano

Dedicato a Milano
06 gennaio 2007 11:45
Apro il nuovo anno con un omaggio alla città di Milano che da "imprecisati" anni, mi ospita e mi accoglie.

Ho trovato on line questa poesia che vi propongo.



Milano è ancora sogno




    Milano è ancora sogno.

    A volo d'aquila su resti

    di mura e porte,

    un tuffo nel Naviglio e

    camminare tra le case e i vicoli

    più antichi sino ai grattacieli

    moderni.

    Rotaie, percorsi di filobus,

    fiere, bar; Milano nel

    cuore sussurra e invita

    a scoprirla.

    Naviglio pavese E la grigia città si può

    tingere di colori infiniti,

    fa scudo a chi vuole pensare,

    offre calore agli amanti che

    si tengono tra le braccia su

    una panchina in un parco.

    Negozi, uffici, banche...

    e ricordi, scritti in ogni

    casa, in ogni strada.

    Ricordi di milioni di vite

    vissute, intrisi ne sono

    i viali di Milano.

    E splende di chi ne vive

    e s'immola ogni giorno

    agli occhi di turisti, ma'l

    suo cuore resta nascosto

    nel cuore dei milanesi e

    di chi vuole cantare la città

    e sognare,

    in questo mondo che

    si fa di vetro e ferro,

    seduto sulle rive del

    Naviglio o sotto i portici

    delle vie del centro.

    Milano è sempre sogno.




di Paolo Ripamonti
A Grazia Deledda
01 febbraio 2007 20:42
Martedi  6 febbraio 2007  ore 20,30

Spazio  Oberdan,  Via Vittorio Veneto 2, Milano



  

    Concerto per Grazia Deledda



                         con musiche di  Lao Silesu



      Roberto Piana  pianoforte

   Maria Teresa Pasta soprano

 Giancarlo Dettori  voce recitante

    Sabrina Loi  voce recitante



    

     partecipano

      Daniela Benelli,  assessore alla cultura della  Provincia di Milano

     Sergio Mundula, assessore alla cultura della  Provincia di  Sassari.

      introduzione di

      Pierangela Abis, presidente CSCS


    Nell'ambito delle manifestazioni dedicate a Grazia Deledda
    
     nel 70° anniversario della morte e nel 80° del Premio Nobel per la letteratura.

Mio marito mi deve pubbliche scuse
01 febbraio 2007 20:46
di Veronica Berlusconi



 Egregio Direttore



  Con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso dei 27 anni trascorsi accanto ad un uomo pubblico,

imprenditore prima e politico illustre poi, qual'è mio marito.

Ho ritenuto che il mio ruolo dovesse essere circoscritto prevalentemente alla dimensione privata, con lo
 scopo di portare serenità ed equilibrio nella mia famiglia.

Ho affrontato gli inevitabili contrasti e i  momenti più dolororosi che un lungo rapporto coniugale  comporta con rispetto e discrezione.


Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni  svolte da  mio marito  nel corso della cena di gala che ha seguito la consegna  dei Telegatti,  dove,  rivolgendosi ad alcune delle signore
 presenti,  si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili:

    "...se non fossi gia sposato la sposerei subito "

    " con te andrei ovunque...."





 Sono affermazioni che interpreto come lesive della mia dignità,  affermazioni che per l'età , il ruolo politico e sociale,

 il contesto familiare ( due figli da un primo matrimonio e tre figli del secondo) della persona da cui provengono , non possono essere ridotte a scherzose esternazioni.



 A mio marito ed all'uomo pubblico  chiedo  quindi pubbliche scuse, non avendone  ricevute  privatamente, e con l'occasione chiedo anche se, come il personaggio di Catherine Dunne,  debba considerarmi  "La metà di niente".



 Nel corso del  rapporto con mio marito ho scelto di non lasciare spazio al conflitto coniugale , anche quando i suoi comportamenti ne hanno creato i presupposti.
 

    Questa linea di condotta incontra un unico limite: la mia dignità di donna che deve costituire anche un esempio per i propri figli,  diverso in ragione dell'età e del  loro sesso .
    ..................................  RingraziandoLA .....

    V. B.
    

    
    

    
        Lettera a La Repubblica

9


A parte le sagre, merita sicuramente la tradizione antichissima de

 "Su foghilone de Santu Ciuanne",


nella notte tra il 23 e il 24 giugno: nei vari rioni, si accendono, con la pianta chiamata "su calacasu" (un piccolo cespuglio, dal profumo forte con foglie piccole e il fiore dal color giallastro) grandi dei fuochi in onore di S. Giovanni.

Ogni abitante rivolge l'invito ad una persona, che poi rimarrà "comare" o "compare" per tutta la vita, con molto rispetto e, prendendosi sottobraccio saltano nelle fiamme per 3 volte, recitando la seguente filastrocca:

"A Santu Ciuanne unu,

a Santu Ciuanne duos,

a Santu Ciuanne tres :

compares e comares a chent'annos".
 #
Preghiera in lingua sarda



di Mores



Sos Anghelos



Su lettu meu est de battoro ispuntones,

battoro Anghelos si bi ponent

duos in pes, duos in cabitta

Nostra Signora a costazu mi istat

E mi narat "Drommi e reposa

No appas paura de mala cosa

Chi già b'est Deus

Narcisu e Matteu, Luca e Giuanne

Su falsu nemigu mai ti ingannet

Cristu vivat, Cristu regnat,

Cristu da ogni male nos defendat".





traduzione de GLI ANGELI


Il mio letto ha 4 angoli

ai quali si appoggiano 4 angeli:

due ai piedi, due nella testata.

La Madonna sta al mio fianco

e mi dice: "dormi e riposa,

non aver paura di nulla

che c'è Dio,

Narciso, Matteo, Luca e Giovanni.

Non t'inganni mai il falso nemico.

Cristo viva e Cristo regni

e ci difenda da ogni male."


(Bardaneri, va bene così?)
 #
SORU & la destra





Ispirata da un post di VIQUE, comparso sul Giramundo, trascrivo uno stralcio dall'articolo di Alberto Mingardi, apparso su Libero, per confrontare i pareri.


    "Diavolo d'un Soru!

    Ha da mesi un'idea fissa: la disinfestazione della Sardegna dal  turismo smargiasso e arruffone con l'obiettivo d'una sua preservazione a vantaggio dei sardi futuri.

    La bellezza delle coste merita attenzione ed è un dovere tramandare ai nostri figli le meraviglie (...) che abbiamo ereditato. La Sardegna occupa un posto di rango.

    Lo stesso scopo però può essere perseguito in modi diversi: con la carota o col bastone. Soru è del partito della "mazza da Baseball" possibilmente piantata tra i denti dell'avversario. Così, dopo aver varato una giustamente discussa tassa sul lusso... ora il governatore mette mano alla più classica delle armi: l'ESPROPRIO, stavolta non proletario, ma naturistico, ambientale.."

    da Libero 17 Settembre 2006


Come sono incazzati!!!!



Condivido in pieno ciò che Soru fa in questo momento,

anzi, lo esorterei a perseguire fino in fondo questi obiettivi

per tutelare la sardegna da ulteriori speculazioni.


E voi, cosa ne pensate?

 #
Ninna nanna in lingua sarda
27 settembre 2006 17:03




Ninna nanna di Ittireddu



A duru duru, at nadu su babbu,

chi l'ada a giughere a sa festa a caddu,

e l'ada a ponnere unu fioccu in testa,

e a caddu l'ada a giughere a sa festa.


A duru duru, at nadu su babbu,

chi l'ada a giughere a sa festa a caddu,

a sa festa de salighe muru

a duru duru, a duru duru.





A duru duru, Tia mariola

chi l'ada alciadu sas coas su 'entu

e da chi s'ad bidu su maridu tentu

da si l'ad fatta una bella cassola.
" I quattro mori (bator mòros), l'orgine dello stemma sardo"


   Dedicato ad ALPHAMU




   Lo stemma sardo è un relitto del periodo spagnolo, la cui origine ha potuto essere soddisfacemente chiarita solo dalle più recenti ricerche  (Luisa d'Arienzo, 1984). Nel 1281 Pietro III°,  re d'Aragona, aveva introdotto un nuovo emblema di sovranità, che per lungo tempo fu usato come sigillo della cancelleria reale  Aragonese: uno scudo bianco con la croce di San Giorgio e le teste di quattro mori, come simbolo dei quattro stati soggetti alla Corona d'Aragona, che erano sorti dalle guerre della " Reconquista"  (la riconquista dei territori spagnoli gia assoggettati dagli Arabi).

Per questa ragione in seguito le quattro teste furono anche raffigurate con una corona reale o una benda frontale  bianca, come segno di regale dignità.

 In occasione dell'unificazione dei due regni di Aragona e Castiglia, alla fine del XV°  secolo lo stemma passò al Regnum Sardiniae, poichè fino a quel momento la Sardegna dal punto di vista araldico era una terra incognita.

  Solo nel  XVII°  secolo Filippo IV° di Spagna conferì allo stemma carattere ufficiale  (p. es. nel conio di monete della zecca di Cagliari ).  Evidentemente egli voleva così "piantar bandiera" nel vero senso del termine sul suolo sardo,  dove l'origine Iberica dei quattro mori era ben nota, poichè sull'isola fremevano i moti autonomistici, culminati con l'assassinio del vicerè nel 1668.

  I quattro mori con la benda frontale rimasero anche sotto i Savoia, lo stemma del Regnum Sardiniae; compaiono ancora nel 1842

p. es. sulle monete di rame di  Carlo Alberto e solo nel 1861 furono sostituiti dal tricolore del REGNO d'ITALIA.

 Ora, solo per un errore nella riproduzione dei modelli originali era comparsa nel XIX°  secolo una falsa versione,  con la  benda  bianca sugli occhi invece che attorno  alla fronte.

 E appunto come simboli di vittoria dei quattro Giudicati sardi nei primi secoli del Medioevo, al tempo delle guerre di difesa contro la flotta Islamica. In questa versione i quattro mori, ciechi com'erano,  nel 1921 furono adottati come emblema dal Partito Sardo d'Azione e infine nel 1952 furono ufficialmente  consacrati come stemma della Regione Autonoma di Sardegna.



 Tratto da   " SARDEGNA "   di Rainer Pauli.

8


LA COSTA DEL SILENZIO
04 agosto 2006 05:47
Tratto da http://www.sardi.it/sardegna/silen1.htm


La chiamano Costa Verde perché gli arbusti di lentischio e corbezzolo scendono fino al mare offrendo protezione a una colonia di cervi in continua crescita, che trova cibo e tranquillità al riparo di valli e dune di sabbia.

Ma si potrebbe chiamarla anche costa del silenzio, come quei villaggi, molti dei quali abbandonati, che per decenni hanno rappresentato la grande epopea della miniere, cominciata cinquemila anni fa con i fenici, proseguita sotto i Romani fino agli spagnoli e ai giorni nostri.



 Il silenzio: quello dei palazzi fatti costruire da imprenditori inglesi, tedeschi e francesi nell'Ottocento e all'inizio del Novecento, quello delle gallerie dove faticavano migliaia di minatori compresi donne e bambini, quello degli impianti che costituiscono uno degli esempi più affascinanti di archeologia mineraria.


Pan di Zucchero - Nebida-


E soprattutto il silenzio delle spiagge, lunghe lingue di sabbia che si distendono per chilometri, interrotte da scure scogliere. Frequentate da turisti che cercano soprattutto tranquillità, perché questi territori non sono stati ancora aggrediti dall'urbanizzazione selvaggia che ha cambiato il volto di molti litorali della Sardegna.


    La Costa Verde offre uno dei paesaggi più affascinanti di tutto il bacino del Mediterraneo.



Perché da nessuna altra parte è possibile ammirare un tale concentrato di sensazioni, offerte da pezzi di archeologia mineraria e da una natura superba che si fondono in un'atmosfera insieme misteriosa e malinconica.

Qua trovate le informazioni per raggiungere le bellissime spiagge: http://www.sardiniapoint.it/3511.html
La nonna e quattro gattini ..
04 agosto 2006 05:44
... La giornata inizia, più o meno alle 05,00 con miagolii e sollecitazioni varie degli amici - nipoti-? affamati.

  Distribuzione del cibo, con grande attenzione alle priorità.

I piccini impazienti per primi (Mariano e Mirtilla).


  Poi" Matt" sinuoso e imponente, mangia con buon appetito.


"Selvaggia" assisa sul tavolino del salotto, aspetta con regale sussiego..la sua pappa!



    Mangiano tutti bene, ma bisogna stare attenti ai lupotti- Mariano e Mirtilla - i piccini che piano piano si insinuano tra "Matt e Selvaggia" per mangiare anche il loro cibo -Famelici!

     sono in crescita , dico io

      Ma questi, sdegnati, si allontanano.. offesi per "Lesa Maestà"!!

    ..Per poi tornare dopo che son riuscita a tenere a bada i disturbatori


   Sono sereni e con loro la loro nonna..


     Buon viaggio alla loro" MAMMETTA" che è in giro per L'Indocina....
Previti: la condanna alla bontà
07 agosto 2006 16:55
Affidato ad una badante.

    Condannato ad essere buono,a deporre la loscaggine che lo ha reso famoso.


    Povero Previti, bisognerà persino compatirlo.

 per lui che si è costruito una reputazione da canaglia assoluta, sarà infatti la fine di tutto.


  Anche perchè, tra le conseguenze dell'affidamento ai servizi sociali, ci sara' certamente la perdita degli amici più cari,


  non potendo infatti frequentare pregiudicati, l'onorevole avvocato dovrà evitare,
  Marcello Dell'Utri, e non solo fisicamente, ma neanche  inviargli un sms,


 E presumibilmente neanche elementi soggetti a procedimenti penali, come è,

    senza offesa, Silvio Berlosconi.


 Merita davvero la solidarietà di chi come noi lo ha avversato, con forza,

    anche se, sempre, senza rancore.



 

    La legge parla chiaro; L'affidamento verrebbe subito revocato dal tribunale di sorveglianza,
    
    se il reo intrattenesse rapporti di qualsiasi natura
       con altri condannati.



   Di e da: francesco Merlo - Da "La Repubblica"
Sa inza abbandonada
25 agosto 2006 23:01
Binza Mia

  
" Binza non ses comente t'apo idu

 Un'annu a Santu Miale, a prim'intrada,

 Tottu de una niedda carrigada

 Risplendente in s'atonzu coloridu,

 Cun babbu e mamma mia fi'enidu

 e un'ischera de binnennadoras,

 De rugiu estias tott'incantadoras,

 In sa niedda e limpida mirada.


 


     Donzi fundu fit carrigu a ispantu

                Chi tott'u a terra frittiat sa ide;

                 Nende pariat: omines benide

                 A tastare su fruttu meu santu.

                Sas femminas cuminzein'unu cantu

               Seriu e dulche che pregadoria;

               Giutende in conca cobres d'iscraria,

               S'ispargheit sa bella cambarada.



  Cantigos D'Ennargentu

 
    Boghes De Barbagia




Ringrazio NHEIT e ne trascrivo la preziosa traduzione:



Vigna mia

non sei più quella che un tempo ho visto all'entrata diSantu Miali .

Carica di neri grappoli

limpida visione risplendevi

dei colori di ruggine autunnale .

Ero venuto con mamma babbo

e una schieravendemmiatori.

Stupivano i ceppi carichi

di grappoli pesanti

che accarezzavano la terra

e sembravano dire

" Venite gente

ad assaggiare

il mio frutto santo"

Le donne intonavano un canto dolce e intenso come una preghiera . Si sistemavano sulla testa i cesti di asfodelo,

e in allegri gruppi

si sparpagliavano per la vigna
RICORDI D'INFANZIA



A maridu meu.



Buddusò è un paese di 4200 abitanti (Buddusoini), situato nel Logudoro, in provincia di Olbia-Tempio, al confine della provincia di Nuoro, a 700 m d'altitudine.

Il suo territorio presenta segni di insediamenti umani fin dalla preistoria e al periodo romano risalgono le tracce del centro romano Caput Tyrsi presso le sorgenti del Tirso.

Le notizie relative alla presenza di un villaggio identificabile con quello attuale risalgono al periodo medievale.

Dal secolo XI e fino al 1272 fece parte nel Giudicato di Torres della Curatoria di Lerron occupata dalla seconda metà del XIII secolo dal giudice d’Arborea.

Con la conquista dell’Isola da parte dei Catalano-Aragonesi (1420) le sue vicende rimasero legate fino al 1843 alla signoria di Oliva.


FONTE:  www.monteacuto.it




Il borgo di Buddusò, circondato da sugherete, è famoso in tutto il mondo per il granito che costituisce una delle fonti principali di reddito per molti abitanti.

L’abitato conserva ancora integri gran parte dei caratteristici edifici ottocenteschi in granito.




Varrebbe la pena visitare questo paese in occasione delle sagre campestri e feste patronali, organizzate da un comitato (Sos Socristantes) aiutato anche da altri volontari che provvedono a reperire i fondi necessari alla festa, casa per casa, chiedendo delle offerte ad ogni abitante.


Proprio oggi, per chi facesse in tempo ad avvicinarsi, si festeggia Santa Reparada, conosciuta  da secoli, molto allegra e folkloristica, tale da attirare ogni anno migliaia di turisti perché viene offerto a tutti il cibo.


    "La domenica a pranzo si cucinano le interiora di carne bovina e la sera del vespro si fa la minestra chiamata per tradizione "su brou de sas concas" .

    Il lunedì e' festa grande: dopo le celebrazioni religiose, a pranzo si fa lo spezzatino con il brodo chiamato "sa cassola", servito all'antica nei piatti in ferro-smalto bianco, ad ogni famiglia o gruppo di amici che prende posto sotto maestose querce da sughero e lecci.

    Subito dopo ci si diverte con i balli tipici, le sfilate in costume sardo e con i canti del coro di Budduso'. .

    Si da inizio alle danze! Divertimento assicurato sino a tarda serata; poi se qualcuno non ha voglia di ballare ci sono tantissime bancarelle di giochi, vestiti, torrone, ecc. che fanno passare il tempo e sono anche un po' occasione di socializzazione.

    Infine il martedì la carne dei bovini che avanza viene divisa e venduta alla popolazione che ne ha fatto richiesta."



(un tempo veniva redistribuita tra gli abitanti che avevano dato il contributo per la realizzazione della festa)




La festa patronale comprende le ricorrenze dei Santi ANASTASIA, Quirico e Ambrogio, coprendo un'intera settimana di festeggiamenti.

La processione di S. Anastasia, festeggiata 2 settimane dopo la Festa di S. Reparada, prevede la sfilata di costumi tradizionali sardi, balli in piazza, canti a tenore, a chitarra, suonatori di fisarmonica e launeddas.

I presenti si procurano una seggiola dalle proprie abitazioni e si preparano ad assistere alla gara poetica in lingua sarda (dispute in versi tipici della tradizione isolana, dove due o piu' improvvisatori- ricordiamo i grandi Piras, Tuccone e Sotgiu- si cimentano su argomenti scelti e comunicati loro solo all'inizio della manifestazione).

Non manca il momento del gioco e delle competizioni sportive, tra cui anche le gare degli asini..!



San Quirico, il Santo Bambino martirizzato, compatrono di Buddusò, si festeggia nella stessa settimana, quando una  processione  porta il simulacro del Santo per le vie del paese e, dopo le Messe iniziano i festeggiamenti civili, con sfilate di costumi, balli sardi in piazza, sfilata dei cavalli con le coppie in costume, canti ....e l'invito per un caffè vino o dolci per tutti i presenti, nei locali dietro la chiesa, da parte della "Socristantìa".




Il giorno successivo alla festa di San Quirico, inizia quella di San Ambrogio.

    "L'antica chiesa del Santo, risalente al primo millennio, è situata in campagna, nell'estrema periferia del paese.

    E' costruita con pietre di granito squadrate e non, legate non con la malta cementizia ma con il fango, proprio come i nuraghi!

    All'esterno presenta dei contrafforti di notevoli dimensioni; ed e' sprovvista di finestre ma presenta delle feritoie.

    La festa si anima dopo la messa ed inizia con la sfilata a cavallo dove i cavalieri per tradizione fanno finta di andare sopra la gente che porta in processione il santo intorno alla chiesa, giro che fanno per 2 volte."




A pranzo si invita la popolazione a mangiare, dove partecipano tutti i gruppi folk dei paesi circostanti pranzo invitato da "Sos socristantes".

4


Nasce il partito per l&#039;elettroshock
08 aprile 2006 10:25


    Athanasio Koukopoulos (Psichiatra "greco-sardo") sostiene che da un pò di tempo a questa parte


    vede in giro troppi "matti normali"

    Non tollero l'imbroglio delle parole

    quando si addormenta la verità, adoperando il termine disagio:

    "Chiameresti disagio quello di un disgraziato che si toglie la vita"?




Secondo lui siamo in emergenza nazionale: la follia sta facendo strage in silenzio

  
 Per questo ha costituito qualche settimana fa , l'associazione per la terapia "Elettroconvulsiva",

insomma il partito dell'elettroshock

 
Per molti è soltanto strumento
 di tortura, crimine in camice bianco

 inutile e fallimentare, ricetta di una medicina che non riesce a risolvere le ferite dell'anima.

( o della psiche, se preferite)



    Koukopoulos,75 anni trapiantato nel nostro paese mezzo secolo fa dalla Grecia è uno dei più autorevoli psichiatra sulla piazza;

    ha esordito in Sardegna a "Sinnai" dando vita più tardi ad una scuola
     che ha sede a Cagliari, Roma, N.York




"Boccia la legge Basaglia,che ha fatto chiudere i manicomi e difende  le fasce di contenzione che servono a legare i pazienti in crisi acuta."


- I disturbi psichici sono in crescita - Le cause? "Abuso di sostanze, dallo spinello in sù, uso eccessivo di caffè, e i ritmi della vita!!!




 Se ritenete fate commenti a proposito.......


Siamo alla contro riforma ??

 
Ricorderemo quasi tutti il Film "Qualcuno volò sul nido del Cuculo" o le vicende personali della poetessa "Alda Merini"!!
BONAS DIE DE PASCA
18 aprile 2006 20:47
A tutti voi amici e un pò compagni di vita...


Alla mia famigliola di Gatti,




MATT 2006 Matt,





Selvaggia

Selvaggia,




MARIANO IV° 2006 Mariano IV°,










Mirtilla Mirtilla







  e la coniglietta "Babouche". Babouche




















E alle lontane Starlet,  Fregola.


Coccole & coccole!
Gli onorevoli ai tempi del re di Sardegna.
20 aprile 2006 21:43

    La grande corsa elettorale è terminata: avrà vinto la destra o la sinistra?


Si sa di sicuro chi saranno i vincitori,  saranno quei candidati che avranno azzeccato la fantastica lotteria della politica,

che avranno ottenuto l' ambito seggio romano.



    Per loro sarà poco importante che siano alla Camera o al Senato.

    In maggioranza o in minoranza:

    "La cosa che più conta per loro è che si siano sistemati per la vita

     Stipendi da favola,  agevolazioni a non finire. Considerazione sociale"


    
     Una volta non era così.  Si faceva politica gratis, per onore,
     e a ben ragione chi la praticava,  veniva chiamato onorevole.


        Dal 1848 al 1852, i deputati al parlamento del regno di Sardegna con sede a Torino,
         si mantenevano a proprie spese.
        
        Chi partiva da Cagliari aveva gli oneri del viaggio, costi e fatica,
         anche 42 ore di orrenda navigazione;



      Qualcuno  provò a chiedere un'indennità di Missione, ma "Cavour" fu irremovibile.
     (i deputati francesi già la prendevano )

    - Qualsiasi indennità concessa sarebbe stata funesta, per le libertà delle istituzioni ed avrebbe reso meno considerevoli il prestigio della Camera nel paese.-


    

        Quanti oggi a quelle condizioni si sarebbero messi in bramosia per un seggio??





        Spigolature da un articolo di   ......... F. Cesare Casula.

Bona die de sa libertade!!
28 aprile 2006 20:22
Contos de foghile:


 Su fogu 'e ilighe,rugia sa fiamma

 Mandaiat a tottu sa coghina;

 Ind'un'iscannu sezida fit mamma

 Filende bella lana elveghina.



       Issa pariat santa pinturada

      Ind'una tela de s'Ispagna antiga,

     Dae su fogu mannu illuminada,

     E bella, in tanta seria fadiga.

Il cinismo senile della Repubblica
28 aprile 2006 20:20
Con la candidatura di Giulio Andreotti alla presidenza del Senato si chiude un cerchio,

 forse è la prima repubblica che cerca di vendicarsi della seconda




    Ma nello stesso tempo, e senza forse, è
     un'operazione politica distruttiva,

     esplicitamente volta a fare implodere la legislatura.


    La fusione del nocciolo come a Chernobil, una reazione
    nucleare che sciolga, identità nelle larghe intese
    future.


     Non si è mai assistito, ad un esercizio politico
    così spregiudicato e nichilista,

     e non stupisce che al centro dell'operazione sia il Divo Giulio.

     Motore immoto di una manovra, in cui sembra
    esprimersi senza inibizioni e tabù



Non c'entra l'antropologia politica all'Italiana.

Siamo in presenza di un artificio
maligno, pensato per produrre destabilizzazione concertata dall'alto!!


E tutto questo tra molteplici sogghigni di soddisfazione di Silvio Berlusconi!

Il trasloco
28 aprile 2006 20:18

    A quanto pare, Berlusconi non vuole assolutamente lasciare Palazzo Chigi
    a Prodi,

     pretende di restare al governo - come se le elezioni non ci fossero state -

     finchè non sarà eletto il presidente della Repubblica.



  Ma come si fa a rinviare il trasloco, visto che cinque anni fa il governo Amato si dimise al primo giorno utile?

 - Come si fa a restare al potere un altro mese, fingendo che non sia successo niente?-

Semplice,adottando la tecnica della resistenza passiva!


    Perdendo tempo con le opzioni degli eletti in più collegi,

     Poi si "traccheggia" con l'elezione dei capi gruppo



 E se questi trucchi non dovessero funzionare?


 Non rispondere al telefono, aprire solo a chi mostra la tessera di FI,

 Spegnere la luce, e chiudere le finestre come se a Palazzo Chigi non ci fosse nessuno

o attaccare al portone il cartello, resistere, resistere!!




    Cosi per ridere.. spigolando da articolo di


     Sebastiano Messina

Un inesorabile ragionamento politico?
01 maggio 2006 23:19
Un'alleanza fra Berlusconi e Andreotti poteva finire in due modi:

o geniale o patetico!

E' rimasta a metà un pò più sul patetico, al disperato "indietro tutta "


    Quanta paura, però ha sparso sul campo avversario

    il patto fra il Il Caimano e Belzebù incuteva timori e tremori



Ci pensate? Il dominus della prima Repubblica e quello della seconda.


La rete semisecolare di " Zio Giulio " sommata alla macchina da guerra e da soldi del "Cavaliere "


    Di più, la spregiudicata capacità di entrambi di tramare sempre e comunque



 Riso amaro.. estrapolando, da Curzio Maltese.


    Nel frattempo, le Presidenze delle Camere, sono state  assegnate,

    Auguri ai Presidenti  "Marini e Bertinotti" !!

Il Galileo di Brecht - La forza di un teatro diverso





Emozionante edizione di Nanni Garella con attori e ragazzi in cura psichiatrica.

C'è un grande amore per l'uomo, nel lavoro che ormai da tempo

Nanni Garella svolge coi ragazzi, a volte cresciuti, in cura psichiatrica,

 che compongono il suo gruppo  "Arte e salute", allevandoli alla scena ed affiancandoli in prove annuali, curate da attori professionisti, in opere difficili, di grandi indagatori del nostro tempo,

da Pirandello a Pinter e ora a Brecht


    "Il messaggio inviatoci da Brecht, ci raggiunge attraverso il sentimento

    e lo scavo dei rapporti diretti con le persone più vicine."






Volevo segnalare l'iniziativa che mi è sembrata interessante;

se qualcuno avesse avuto modo di conoscere questo tipo di teatro e volesse parlarne......

5


Cantigos d&#039;Ennargentu
10 maggio 2006 20:41
Tue,  cuccu,  in sos buscos solitarios

  Cantas de magiu in sas serenidades,

   Che indovinu d'antigas edades

   chi de sa sorte ischit sos isvarios.



 

    E t'iscultan sos ilighes fieros

        che gigantes armados e su cantu

        passad de badde in badde che piantu

        De zente chi vanamente hat tentu isperos.



  Bessin sas pizzinnas a linnare

  peri su monte ; e tue a issas cantas

 de tantu in tantu sas promissas santas

 De su die chi s'ana cogiuare


    De cantos annos paris  den istare

     E canto fizos det mandare Deu;

      Tue a tottus, tristu cuccu meu,

     Non mancas mai de prfettizzare.



  Ultimissime: é stato eletto Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.


    Auguri. Buon Lavoro!!
Cosi i nostri antenati punivano lo stupro
13 maggio 2006 14:43
Aumentano sempre più i reati di violenza carnale sulle donne,

 benchè i costumi sessuali nella società siano più facili e la prostituzione

abbondantemente praticata in tutto il paese.




    Ma è un crimine di tutti i tempi; solo che oggi si colora di nero!



 Per arginare il fenomeno si pensa seriamente di ricorrere alla castrazione
 chimica del colpevole che, pare, non sia permanente in quanto genera
 la impotentia coeundi per tutta la durata di un certo trattamento
 farmacologico.

 Ma - mi chiedo- finito questo?



    I giuristi sardi di settecento anni fa, quando l'isola si identificava con tutto il Regno di Arborea tranne le città di Cagliari e Alghero che appartenevano al Regno Catalano-Aragonese,  distinguevano fra donna e donna




 Se l'offesa era una sposata il violentatore era condannato a pagare cinquecento lire:
 
una somma enorme per quei tempi, pari a duecentocinquanta pecore;

 e, se non pagava entro quindici giorni dal giudizio, gli veniva amputato un piede.


Se invece, la donna era fidanzata oppure nubile, il reo doveva pagare duecento lire
 ed era obbligato a sposarla se quella era consenziente, altrimenti, doveva
pagarle una dote conforme alla condizione sociale.

Anche li , se non era in grado di assolvere l'onere, gli veniva tagliato un piede.


  Nessuna pietà per il carceriere che abusava di una detenuta affidata alla sua custodia




- Stabiliva la norma -

"... chi neunu chi tenet femina in podere suo

  no siat ausu tocare nen usare carnalmente,

 supta pena de perdere su membru et sos cogiones

 sensa misericordia nessiuna".



     non credo ci sia bisogno della traduzione .


    Ma voi, cosa ne pensate di questi metodi un po'.. "discutibili"?

Festa de pastores
26 maggio 2006 19:12
Sos montes parian perdidos lontanu.

 Anneulados de sole e de irdura,

 E tottu canta ridiat sa natura

In cussa seria e bella di'e eranu.


 

    A s'umbra de unu costi su masone.

    De sas belveghes fit ameriadu.

    E onzi tantu unu pegus muscadu

    Si pesaiat torrende a su muntone,


 Iscudinde sa coa, a conch'in terra

In altu s'idian bolos de untulzos

Bramosos de godire sos ismulzos

Cuncalch'ispeigu in punta a una serra.


    Tiu Basile est tottu pili nidu

    E tramudadu, in giru a unu fogu,

     Mannu mannu,girende a ogua ogu,

    De petta rassa unu pienu ispidu.


    Sos ateros pastores sun corcados

Ca tottu notte haian vigiladu

 A leppa in chintu e saccu ettadu

Prontos a donzi attacu che soldados.


 

    Ma cando sa petta est cotta, tiu Asile

    Abboghinat: o frades,aiò!

    benides a pappare si o no,

     o mi la ponzo a sa sola in su entrile?


 A tale oghe tottu sos pastores,

  Chi parian'istancos e dormidos,

 Si pesan lestros, fortes e famidos,

 Pro fagher'a su rustu sos onores.




    E tiu Basile in mesu a tottu cantos

     Segat sa petta a colpos de olteddu,

     E cando tottu dividit s'anzoneddu

    E narat ch'est grassu e contan mill'ispantos.



 Tratto da:  CANTIGOS D'ENNARGENTU<
Festa de pastores II°
29 maggio 2006 22:13
"Alzat sa leppa unta a una manu

   e l'abbassat punghinde facc'a terra

  Su rugu mezzus; parede una gherra

  A s'ordine de unu bravu capitanu.


 

    E passana sas zucchittas pinturadas,

      Pienas d'inu dae manu in manu.

      Salude! o binu sardu forte e sanu

      Ch'alligras coros, sanasa coradas!



 Pastore sardo  S'alligreit sa zente. Anton'Andria,

   Cun bellu tonu, peseit boghe prima;

 E a sos sonos de sa sua rima

 Sigheit sa sarda e cara melodia.




    De su cuntrattu. Sonein sos cantos

        In s'adde larga, subra de sos montes

      E de sos ruzzos pastores in sas frontes

      Passein lampos d'amore e de incantos.



 Binu in sas zuccas non bind'hat piusu

  Ma sun cuntentos de sa barraccada;

 Dana a sos canes sa petta avanzada

 E si corcan pensende a brent'in susu.




    Dormein gai in su sero bellu e caldu;

    In s'aera non s'intendiat unu mutu

     Si non de s'abe su caru murmutu

     Ch'eniat a suzzare calchi caldu.



  Pariat mortu su logu e de dulzura

 Piena piena, s'aera serena;

 In d'unu fundu de alinu, sulena

 Curriand'una funtana frisca, pura.




    Attesu attesu s'idiad sa Idda,

      E Abiles bolaiana a lontanu;

      E sas lighertas godiana su eranu,

      Assoliende in subra de s'aspridda.



    

  Seconda  parte della poesia tratta da Cantigos D'Ennargentu

3


&quot;LA VEDOVA SCALZA&quot;
18 marzo 2006 11:12
Dopo il successo folgorante de  "La leggenda di Redenta Tiria", lanciata da Adelphi come caso editoriale,

 ecco lo scrittore di "Orani" a un'altra prova.

 Un romanzo che si nutre dei succhi di una meditata vendetta e racconta, negli anni del fascismo, i caratteri di un'isola.


         " Sono un ossimoro ambulante "


 dice di sè Salvatore Niffoi,

 detto Bobore "su professore".


pese della Barbagia Figura balzacchiana, nata nelle viscere della Barbagia, è uno strano impasto di  terra rocciosa e suggestione letterarie,

 granito millenario.


   La sardegna di Niffoi è quella arcaica e feroce della tradizione Barbaricina,

quale appartengono sia "La leggenda di R. Tiria"

che quest'ultimo "La vedova Scalza."


        Molte delle mie storie vengono da quelle narrazioni orali davanti al camino.



 " La vedova scalza", storia d'amore e morte tra "su balente" Micheddu e l'asprigna Mintonia;

 una vicenda di malagiustizia.



          
" La vedova scalza" di S. Niffoi

        Adelphi, pagg. 182  euro 15.
Il sughero
18 marzo 2006 10:49

    "Il sughero è il mio destino.

     "Sono nato in mezzo al sughero;

     come potevo non portarmelo in continente?"



 <ì> In questa frase la vita di Salvatore Casula,di Ortueri.


 Emigrato a Vigevano ( PV ) dal 1959.

 Proprietario col figlio, di una azienda sughericola che realizza tacchi per calzature femminili.
 
"Un matrmonio perfetto:

 Sughero sardo, nella capitale della scarpa"




     Ha imparato a 13 anni come estrarre la materia prima dalla quercia e come trasformarla,

     anni di gavetta,ricorda quella che ha passato lui
    in anni di lavoro gratuito, nessun "Mastro Sugheraio" si sarebbe sognato di pagarlo!

    

    
    Taglio del Sughero

    
    clicca sulla foto...
    


    Compra il sughero da Buddusò, Ortueri, Calangianus, Abbasanta.
    Purtroppo oggi la qualità sarda non è eccellente.


    Il sughero migliore si  trova in Toscana e in altre zone d'Italia.

     Il costo del trasporto dall'Isola incide notevolmente.



  Salvatore Casula, sposato con Grazia, sua paesana, a Vigevano frequenta, il sabato,  il circolo "S'Emigradu," per la partita di "Mariglia."

    Vita da Emigrato, densa di sacrifici e grande dignità.
    

    .... Da L'Unione Sarda.    10 Marzo 2006

L&#039;altra faccia della storia.
18 marzo 2006 10:12
   Quando a Orotelli si celebravano i "Pacs"




     Non li vuole la destra di Berlusconi,
    
    non li vuole la sinistra di Mastella,

    
    non li vuole la chiesa di Benedetto XV1.

     (benchè il 68% dei cattolici sia a favore)


      " I Pacs sono   gli accordi che tutelano

     giuridicamente, le convivenze di fatto."



 


 In Sardegna tanti e tanti anni fa non c'erano i  Pacs,ma c'erano le coppie di fatto.

Ovviamente eterosessuali (non è che non esistessero gli omosessuali e pure assolti,

 ma le fonti storiche sono crude,

 e non è bene riportarle).




 Come si sa dal giugno 1324 nell'isola si formò il "Regno di Sardegna".

 Poichè il suo Re, governava contemporaneamente
 in altri stati continentali,

qui da noi
 amministrava il "Vicere",


 uno di essi fu  V.Lodovico di Hallot,   "Conte des Hayes."

 Gentiluomo, intenzionato a migliorare le condizioni invero misere in questa parte insulare.



 Fu lui ad inaugurare l'attuale sede dell'università a Cagliari.

 Nel villaggio di Orotelli (nei suoi giri per l'isola) lo colpirono,

  "l'antica usanza di fidanzare con atto notarile, impuberi in tenera età, permettendo
 loro la convivenza."



Scandalizzato.. prese a rimproverare un simile assurdo costume.. a non più proseguirlo!!


   Oggi sarebbe stato in linea con

 Berlusconi,Mastella, e Ruini.


    

     Buffo vero?

Paola Leone:&quot;Donna Sarda dell&#039;anno&quot;
22 marzo 2006 08:37
 Il Successo? Sacrificio e chiarezza di obbiettivi!


   Ha lasciato Cagliari tanti anni fa, per studiare Psicologia Sperimentale con indirizzo Neuroscienze.

 Laurea a Padova nel 1987.


  " Emigrata" in Canada e in Nuova Zelanda, oggi dirige il centro di terapie Geniche e cellulari,

del Robert Wood Jonson, Medical Center dell'università New Jersey,

   professore associato di Neurochirurgia.


         In questi giorni ha ricevuto a
   Cagliari, il premio "Donna Sarda dell'anno"

  consegnato dal sindaco Floris.



    L'esaltante vicenda professionale di P. Leone, s'intreccia con la storia dei  bambini colpiti da malattie rare.

        la sindrome di Canavan.




  


Questa patologia descritta da Myrtelle Canavan  nel 1931, è causata da un diffetto genetico

  che determina gravi danni alla mielina, con   effetti devastanti per la salute dei piccoli pazienti, che raramente superano l'adolescenza.

 
La mielina (o materia bianca) è la sostanza che avvolge le fibre nervose
proteggendole.


La mielina inizia a formarsi
    nel tardo stadio fetale, fino al compimento
del quinto anno.

  L'organismo sano ha la capacità di riparare la
    guaina mielinica, limitando eventuali danni,per tutta la vita.



     -Gli interessi professionali mi hanno  portato a lavorare ed integrarmi in altri paesi,
    
     Ma una parte di me la Sardegna non l'ha mai lasciata.
    
    Ci tornerei,se fossi convinta di poter coltivare i miei progetti di "Biomedicina"

      e al miglioramento della legislazione in questo campo,

 


  


  A quando la fine in Italia, della fuga dei cervelli??
Ecco il&quot; Caimano&quot; delle polemiche
24 marzo 2006 20:14
"Leggendo quà e là.."


 


  "De Capitani" è stato negli anni settanta, a Milano,  il co-fondatore del Teatro dell'Elfo (oggi Teatriditalia) con Salvatores.


 è l'interprete della" discesa in campo di B. nel  film di Moretti"


 -  Quel monologo è congegnato in maniera perfetta,

è la tecnica del piazzista e del suo  prodotto valido,  usata dal presidente del Consiglio

  Quella" tecnica" introietta nelle persone quello che vuoi tu, ed ecco il controllo sociale


 

    Questo credo ci racconti Moretti
    
    Ecco perchè non è un film su Berlusconi, ma su di noi.
    
    Su come ci siamo fatti fregare,

      ci dice che il pericolo non è lui,

      ma la nostra incapacità di vedere.

&quot;Amiamo la nostra storia&quot;? di F. CAsula
26 marzo 2006 17:45
"Studiando il significato dei castelli ho capito l'importanza dei regni Giudicali"


 G.Montaldo;


"  I Forti non si restaurano perchè costano molto
 e rendono poco"!



    Il castelliere della Sardegna si arricchisce, con
    le caselle di altri tre castelli,

     nel territorio di Nurri, Serri, Villamar.




  Gli storici sono alla ricerca di riscontri d'archivio, prima di ufficializzare la notizia,
 trapelata dal convegno sull'architetture fortificate
 in Sardegna.

 Nell'isola sinora sono stati
 identificati ottanta castelli.
 Castello medievale Osilo Alcuni conservati in buone condizioni (quali Burgos, Posada, Osilo).

  Consentono una lettura dell'impianto originale.
  come erano nel Medioevo.

Altri, benchè parzialmente distrutti, conservano il loro antico assetto, ( Acqua Fredda, Las plassas, Monreale.)


" Ma la maggior parte - dice Francesco Floris, presidente dell'istitutto - è in rovina e i pochi resti consentono, solo delle ipotesi."



    La totalità dei castelli Sardi, hanno precise esigenze di difesa del territorio, nei secoli tormentati del Medioevo, non si ebbe la trasformazione
      in edificio residenziale della classe Feudale.




"Vedo il castello - continua Casula- come un affresco che dopo il restauro
 acquista colore e significato."

Il primo documento in"Limba", o meglio in "volgare Logudorese"
   proviene da quello di Ardara, reggia Giudicale
 del regno di Torres,

"risale al 1065"




    Ci viveva la regina Adelasia che l'imperatore Federico secondo di Svevia richiede
        in sposa per suo figlio Enzo quindicenne,
     ed Adelasia ne aveva 31.



  Quindi non un matrimonio d'amore ma un vero atto
  diplomatico per unire il regno  all'Impero Tedesco,
  che evidentemente aveva la sua importanza.


  Lo studio dei castelli - conclude Casula- ci mostra la vita del tempo.

     Sovrani come" Mariano quarto d'Arborea o regine come Adelasia ed
      Eleonora, erano costretti a vivere in ambienti
     ristretti in un regime  di completa indipendenza
       ed isolamento.

  

  
         -Avvisa Montaldo:-

  "L'esperienza mii insegna, che si deve procedere
 con un restauro conservativo per tutelare l'esistente, e non creare falsi storici"!
Celestini- Fresu: che coppia!
07 aprile 2006 20:54
 "Le mie fiabe, il suo jazz"


Brescia, Teatro Grande, 1 aprile: festival del T. Sacro (Crucifixus)

Paolo Fresu

    Due mondi apparentemente molto distanti:

    da una parte quello dell'attore-affabulatore A.Celestini, teatro narrativo e impegno civile,

    dall'altro quello del trombettista jazz Paolo Fresu.



 I due artisti si incontrano per un Happening dal titolo "Racconti"

 in cui musica e parole si fondono, dialogano in perfetto stile  jazzistico, tra improvvisazione e memoria.


Celestini,con quella faccia sorniona, tra il poeta e ragazzo di borgata.

Fresu sfila i suoni dalla sua tromba.